mercoledì 31 marzo 2010

♫ # 46


in ascolto "Directions" Josh Rouse - Vanilla Sky ost

instant karma #31

Mia madre raccoglie i pezzi del cellulare sparsi sul pavimento. Claudia e Francesca non fanno un fiato. Il dottor Berti, adesso ricordo il suo nome, inarca un sopracciglio. Sa di non avermi convinto. La faccenda sembra non turbarlo minimamente. Raddrizza le spalle, mi guarda l'ultima volta e dice che tornerà più tardi per controllare come sto.
Il medico e le tre comari sono usciti dalla stanza. Nel mucchio ho messo anche mamma, che ormai sembra essere in combutta con loro. In tutto quel trambusto, scena finale ad effetto compresa, mi sono completamente dimenticata della mia compagna di stanza. E' sdraiata, immobile, non sento neanche se respira. Mi corico e tiro su il lenzuolo quando odo una voce sottile. Mi tiro su e la vedo. Domanda come sto. Ha assistito a tutta la scena in silenzio, aspettava di rimanere sola con me per parlare liberamente. Sembra dispiaciuta. Mi scuso per la reazione eccessiva e se in qualche modo l'ho disturbata.
- Non preoccuparti cara, è normale. I medici avevano detto che avresti avuto una reazione del genere.
Sono disorientata. Anche la vicina di letto sa cosa mi succede. Allora è un gioco di ruolo! magari è il Grande Fratello in versione ospedaliera?!
- scusi, non ricordo il suo nome.
- Beatrice.
- e scommetto che la chiamano Bea!
- No, mi chiamano Beatrice. Detesto chi storpia i nomi!
Ho appena avuto un'illuminazione, credo che la signora sappia cose che mi potrebbero interessare. Potrei provare a farle qualche domanda. Evidentemente capisce le mie intenzioni e mi anticipa.
- Sei stata male nelle ultime settimane, ora non te ne ricordi ma quelle amiche, che tratti come estranee, ti sono state accanto tutto il tempo.
- Si ricorda di quella mia amica bionda, con i capelli corti un po' spettinati, le fossette, un bel sorriso? Camilla!
- No, mi spiace, le uniche persone che ho visto insieme a te sono le due ragazze e i tuoi genitori.
Sono disorientata, se anche Beatrice facesse parte del complotto? Se non fosse nemmeno malata?
- Lei è arrivata dopo di me?
Domando senza convinzione.
- No, credo lo stesso giorno, eravamo nel reparto dell'ala ovest, in due stanze diverse, poi ci hanno trasferito in questa, poco prima del tuo intervento.
Prima di prendere decisioni occorre fare chiarezza. In primis devo cambiare strategia. Proverò a parlare con le due figuranti che si spacciano da amiche per vedere se riesco a carpire ulteriori informazioni. La signora intuisce lo stato d'animo e cerca di consolarmi.
- Si sistemerà tutto, Barbara.
- Ne è sicura? Mi sembra di aver dormito per un'etrnità e prima che mi addormentassi al suo posto c'era una persona che ora è sparita, da quando mi sono svegliata chiedo della mia migliore amica e non solo nessuno sa di chi parlo, sembra che non esista neppure. Ma la vera chicca è che non mi chiamo neanche come credo. Secondo lei questo si può sistemare senza finire direttamente alla neuro?
Mi guarda perplessa.
- Scusa, ma dove credi di essere ricoverata, alla clinica dimagrante riviera?

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♫ #45


in ascolto "Until we bleed" Kleerup feat. Lykke Li

considerazione post elettorale

In genere non parlo di politica
non la amo, non la comprendo, non me ne interesso,
però non vivo su Marte, mi rendo conto di come funziona e continuo ad affermare che chi se ne occupa dovrebbe farlo come attività di volontariato e non essere retribuito (la misura con cui vengono pagati i politici è oltremodo scandalosa)
Detto questo è assodato che dopo l'ultima votazione non è cambiato molto nel paese. Siccome sono un'ottimista, credo che tutto funzioni a cicli, come per la natura, la luna e le maree, auspico che prima o poi si esaurisca questo ciclo e che inizi una nuova era... che pare coincidere con la fine del mondo prevista dai Maya
puttanalarana

♫ # 44


in ascolto "When you were young" The killers

[cinema] Remember me


Premetto: non è la solita love comedy
Film tanto atteso, sulla scia della saga di Twilight,
(stessa casa cinematografica e stesso protagonista maschile)
ovviamente sentimentale, con una buona dose di drammaticità,
lutti e contrasti (fisici, verbali ed emozionali) assortiti
un finale tragicissimo e terribilmente attuale. A me è piaciuto
Nel cast Emilie de Ravin, Pierce Brosnan, Lena Olin, Chris Cooper.
N.d.r. Robert Pattinson è davvero fico

martedì 30 marzo 2010

Instant karma #30

Mi volto per capire con chi sta parlando il dottore. Mi sta guardando. Ripete la domanda.
- Come ti senti, Barbara?
Strabuzzo gli occhi.
- Che significa? perchè mi chiama così?
Mia madre bonfonchia sottovoce. Interviene Francesca, con sguardo dolente.
- Perchè è il tuo nome.
Mi ricordo di lei da un minuto e mi sta già sulle palle!

- State scherzando? Io mi chiamo Alice.
Non sembrano convinti.
- Da giorni vi chiedo di Barbara senza ottenere risposta, praticamente mi avete ignorato finora, la novità del giorno è di chiamarmi col suo nome?
Silenzio. Inizia a salirmi la cosiddetta carogna.
- C'è qualcuno, in questo cazzo d'ospedale, che possa spiegarmi cosa sta succedendo o è chiedere troppo?
- Barbara, perchè parli di te in terza persona?
Adesso mi alzo e giuro che le spacco la testa!

- Ha riniziato a parlare di Camilla, era da tanto tempo che non...
La voce di mamma, alle spalle del medico, sembra lontana.
- A proposito, anche se scommetto che non ne volete sentire parlare, cosa è successo a Camilla? Rispondete almeno a questo?
Li sto supplicando, e non è da me. Per quanto ricordi!
Claudia in piedi appoggiata alla finestra mi guarda sconvolta.
- Ok, tacete pure. Non avete fatto altro! Sapete che si fa? Adesso la chiamo e mi faccio venire a prendere. Datemi subito il mio telefono, io me ne vado.
- Dove vorresti andare?
Domanda mia madre allarmata.
- Ovunque, non potete tenermi chiusa qui contro la mia volontà.
- Non puoi uscire, hai subito un intervento delicato e sei ancora troppo debole, un'ora fa hai vomitato! Non arriveresti in corridio.
Afferma il medico serafico.
- Il tuo cellulare è nel cassetto del comodino.
Claudia ha pronunciato queste poche parole in un soffio. Le rivolgo uno sguardo riconoscente. Afferro il telefono e provo ad accenderlo, pochi secondi di panico e digitare il pin mi viene naturale. Il medico mi osserva con attenzione. Mi sento come un topo in un laboratorio. Cerco il numero di Camilla in rubrica. Non c'è!
- Qualcuno ha usato questo telefono!
Esclamo con stizza.
- No. Lo avremmo fatto volentieri, per avvertire eventuali amici che eri ricoverata, ma nessuno conosce il tuo pin!
Controllo la rubrica delle chiamate rapide. Casa/Mamma/Papà/Francy/Cla/Ufficio. Di lei nessuna traccia. Come se nel mio mondo non esistesse. Sollevo lo sguardo e trovo otto occhi che mi guardano con accondiscendenza. Desisto. E' un complotto, sicuramente. Non voglio cedere. Mamma sospira, trattiene un singhiozzo. Lancio il telefono contro il muro.
Non conosco parolacce sufficienti per descrivere il momento che sto passando, o forse non le ricordo tutte.

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♫ # 43


in ascolto "Crash"12 stones

Instant karma #29

Fotosensibilità. Strizzo gli occhi e la luce inonda la stanza. Mamma è seduta accanto al mio letto e sfoglia distrattamente una rivista. Sorride, mi chiede come sto. Le chiedo l'ennesima volta di Camilla, sembra interdetta e cambia espressione quando entrano nella stanza Francesca e Claudia. Ho capito, non vanno d'accordo! Un po' come Barbara ed io, quando frequentavamo Camilla alternatamente. Devo ricordarmi di non parlarne quando sono presenti. Chissà cosa sarà successo di così grave da non poterne pronunciare il nome? Mamma si alza ed esce in corridoio con Claudia per prendere un caffè al distributore del piano. Resto con Francesca. Mi stringe la mano e sento una scarica elettrica. Ho un flash di noi due insieme su una spiaggia. Ridiamo. Lei ha un prendisole verde acqua, e un paio di occhiali enormi che la fanno sembrare una diva anni 50, io ho le spalle bruciate dal sole e un abito a fiori. La guardo negli occhi e me la ricordo. Terza elementare, il premio di lettura, scelse il pupazzo che desideravo, piansi tutta la mattina, all'ora di pranzo si avvicinò e me lo diede, disse che lo aveva scelto perchè voleva regalarlo a me, ma sapeva che non avrei mai vinto, perchè ero dislessica. Sento le lacrime salire agli occhi e pungere come spilli. Lei annuisce in silenzio. Entrano Claudia e Mamma seguite dal medico. Mi saluta come se mi conoscesse. Non l'ho mai visto o non me ne ricordo.
"L'amnesia è momentanea, vi avevo detto che avrebbe recuperato le normali funzioni, dovevate solo avere pazienza."

"Come stai Barbara?"

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♫ # 42


in ascolto "With me" Sum 41

[cinema] Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini


tratto da un romanzo per ragazzi
regia di Chris Columbus
nel cast Pierce Brosnan, Uma Thurman, Sean Bean
fa un po' il verso a Harry Potter però è proprio carino

lunedì 29 marzo 2010

♫ #41


in ascolto "I don't care" Apocalyptica featuring Adam Gontier from Three Days Grace

Please, give me a break

Riflettevo poc'anzi, tornando in moto dal paese natio, sotto la pioggia sottile, verso la città.
Ho assolto il dovere o che dir si voglia, esercitato il diritto di brava cittadina, credo che non cambierà nulla, ed io di solito sono così ottimista che Candido di Voltaire in confronto sembra Calimero! Sarà la primavera che si fa sentire cambiando l'organismo, ma che ancora stenta a decollare, o solo il classico pessimismo cosmico leopardiano che mi prende in certi periodi dell'anno, mi gira male davvero! Al lavoro mi sforzo ma mi rendo conto che incosciamente sto cercando una scappatoia. Non so attribuire una responsabilità specifica, è la somma di tanti elementi (su cui adesso soprassiedo per non tediarvi, ma che approfondirò in futuro) che mi ha fatto raggiungere per l'ennesima volta il livello di guardia.
Ho bisogno di una tregua!


abbiamo trasmesso "cronaca di scazzi planetari ed altre diavolerie"

tempus fuggit


un altro weekend è volato. Ieri sono stata impegnata col parentado (mi sono portata avanti con gli auguri pasquali) Giornata emotivamente pesante, sveglia presto, 120 km su strada provinciale, una passeggiata nel viale dei ricordi guardando le immagini felici di una passato ancora troppo recente. Al ritorno in autostrada gli occhi hanno esondato sulle note di alcune canzoni che toccano sempre nervi scoperti. Il buio mi ha tenuto il gioco. Spero che mio padre non se ne sia accorto. Alla sera io e il principe abbiamo raggiunto una banda di amici in pizzeria, quelle che preparano al metro. Poco appetito, molte risate. Tacchi troppo alti per permettermi maratone. Dopo la cena mi sono scaricata come una pila. Ho dormito 10 ore filate. I programmi fatti ieri sono sfumati. Tatuati sul divano a tre piazze abbiamo guardato un film, qualche telefilm, Simpson e American Dad. Sulla partita ho desistito. Domani andrò a votare, oggi non ho messo il becco fuori dalla porta! Non ho nemmeno acceso il cellulare. Porco boia, l'ora legale ha tolto un'ora al weekend!
Superfluo sottolineare che preferirei una martellata piuttosto che andare al lavoro domani, vero?

domenica 28 marzo 2010

♫ #40


in ascolto "It ends tonight" All-American rejects

[cinema] Shutter island (filmone)


tratto dal romanzo di Dennis Lehane
regia di Martin Scorsese
protagonisti Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo e sir Ben Kingsley
un capolavoro

venerdì 26 marzo 2010

♫ #39


in ascolto "If i ever feel better" Phoenix

Instant karma #28

Mia madre mi guarda perplessa. Sto cercando di fare mente locale, niente da fare. Fisso il telefono, senza riuscire a comporre alcuna combinazione. Glielo rendo sconsolata e le chiedo se ha visto Camilla. Spalanca gli occhi, accenna un sorriso e mi da una carezza. Ci raggiunge papà, i lineamenti sono contratti dalla paura. Mi guarda dalla testa ai piedi e tira un sospiro di sollievo, volta lo sguardo verso mamma. Riconosco i gesti. Mi conforta. Penso alle cose peggiori, che Barbara stia davvero male e che Camilla sia con lei, in fondo è l'unica che conosce le sue condizioni, la sola persona alla quale permette di starle accanto. Una stilettata alla testa. Non riesco a trattenermi. Do di stomaco accanto al letto. Mamma afferra il pulsante e chiama gli assistenti. Arriva un inserviente col camice lilla. L'infermiera tranquillizza i miei genitori, è l'effetto collaterale del farmaco. Scivolo nell'incoscienza. Camilla è seduta accanto a me, sorride ed è bella come il giorno del suo matrimonio. Non parla. Gionata trotterella in un giardino, è un'immagine sfuocata, fuori campo una voce parla della principessa Amidala, Guerre stellari? Di fronte a me un medico nuovo, pure belloccio, osserva la motilità oculare. Assente. Oftalmoplegia, sentenzia categorico. Segue un elenco di parole di cui non riesco a seguire il filo logico. Ancora buio.

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let it rain

♫ #38


in ascolto "Old and wise" Tha Alan Parsons project

giovedì 25 marzo 2010

Instant karma #27

L'occasione capita dopo pranzo, le due guardie svizzere si sono congedate, il primario seguito da uno stuolo di praticanti ha già emesso il suo giudizio, per onestà devo dire che non ho capito molto di quello che ha blaterato, ho nicchiato e ci siamo tolti il pensiero tutti e due. Resto sola, la compagna di letto è stata portata a fare un esame con un nome troppo difficile da riportare, mi alzo a fatica; uscire dal reparto è impensabile, cerco nel comodino il mio cellulare. Non c'è. Faccio una cosa che già mentre la penso provo vergogna, ma a mali estremi, ogni mezzo è lecito! Non sono certa che l'adagio recitasse così! Apro lo stipetto della vicina. C'è un beauty case, una vestaglia, altri capi d'abbigliamento, manca solo l'abito da sera per la cena col capitano e c'è tutto! Trovo un cellulare, ultratecnologico, sarebbe stata troppa grazia sperare che fosse della stessa marca del mio. Non sono molto ferrata nel settore, ho impiegato un anno per imparare ad usare il mio telefono, quando ho preso dimestichezza la batteria si è fusa e ho dovuto acquistarne un altro! Provo ad accenderlo. Codice Pin. Fine dell'avventura. Forse è meglio se aspetto che rientri dalla terapia e le chieda se può prestarmelo. Sento una voce amica in corridoio, fa capolino mamma, le mani colme di borse e sacchetti. Sorride ma lo sguardo tradisce preoccupazione. Insiste perchè mi corichi. Le chiedo il cellulare, fruga nella tasca del soprabito e mi porge il suo. Finalmente posso chiamare Camilla. Ho un vuoto. Non ricordo il suo numero!

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♫ #37


in ascolto "You get what you give" New Radicals

instant karma #26

Sono trascorsi tre giorni dall'episodio del movimento convulso, questa mattina ho chiesto il caffèlatte al posto del tè, l'infermiera secca, dopo avermi guardato stupita, si è avviata in corridoio con passo spedito ed è tornata col medico di turno. Il fenomeno dell'afasia è cessato e ho ripristinato le normali funzioni vocali. Puntuali come la rata del mutuo arrivano le mie amiche, in coppia come i carabinieri. Sono sorprese di sentire la mia voce. Le incalzo subito, ho bisogno di fare tutte le domande che mi tormentano da giorni.
- Dove hanno portato Barbara? come sta? continua a fare la cura? e Camilla? si può sapere che diavolo di fine ha fatto? non riesco a credere che la mia migliore amica non si faccia vedere da, a proposito, quanto tempo è passato da quando mi sono svegliata con quel mal di testa atroce?
Claudia e Francesca mi guardano allucinate. Gli occhi rotondi come piattini da tè.
- Da giorni dribblate le mie domande, siete capaci di leggere il labiale? cosa diavolo sta succedendo?
Francesca parla per prima, modulando la voce e calibrando le parole.
- Prima di tutto di chi stiamo parlando?
Vorrei appiccicarla al muro con una sparachiodi.
Respiro. La osservo meglio per interpretare il suo sguardo. Sembra sinceramente stupita ma non ho termini di paragone perchè non mi ricordo di lei prima del mio risveglio. Scandisco la parole lentamente, come se fosse straniera o audiolesa.
- Barbara, la mia compagna di stanza, la persona che dormiva nel letto accanto prima che arrivasse questa signora. Già, ma come fate a saperlo? in tutto il tempo che sono stata qui non vi ho mai visto! Si può sapere cos'ha da fare Camilla di così importante da non farsi più vedere? Gionata sta male?
Claudia interviene in questo momento di stallo.
- Barbara hai detto?
- Certo, chi altro? siamo state compagne di stanza praticamente da quando sono stata ricoverata. Chiedete ai miei, se pensate che vaneggi. Ora è sparita e nessuno mi vuole dire dove è stata trasferita.
Scambiano uno sguardo, atterrite; un tic impercettibile alla palpebra sinistra di Francesca mi fa sussultare.
- E' successo qualcosa di grave?
Panico.
Non risponde, si alza ed esce dalla stanza col cellulare in mano, approfitto e mi concentro su Claudia che mi sembra il poliziotto buono. E' visibilmente spaventata e gli occhi le si velano di lacrime. Ho poco tempo e devo convincerla a dirmi la verità. Se Barbara si è aggravata, o addirittura peggio, voglio saperlo. Ora. Claudia sta per aprire la bocca quando rientra Francesca, seguita dal medico. Giro di visite. Francesca le scocca un'occhiata rovente. Se uno sguardo potesse incenerire, Claudia sfumerebbe in un nanosecondo. La faccenda si complica, qui nessuno parla e i dubbi aumentano, aspetterò la prossima occasione. Devo essere sola, recuperare un telefono e chiamare Camilla, sono sicura che lei ha la chiave!

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pensavo fosse primavera, invece era un calesse

lo so cosa state pensando: "Questa tipa si lamenta sempre del tempo" è vero, in quanto meteropatica sorrido col sole, e sono incazzata come un puma quando piove
ERGO oggi non è una giornata da ricordare.
Siamo arrivati in montagna con paesaggi degni delle provincie finlandesi e siamo ripartiti con chiazze d'erba tra i manti nevosi e temperature adeguate alla stagione. Da lunedì non so come vestirmi, stamattina da inossidabile otttimista ho fatto il bucato (tralascerò di dire che ho schiacciato il bottone sbagliato ed ora la lavatrice sta facendo un secondo lavaggio)

pensavo di stendere all'ora di pranzo
che ve lo dico a fare? pioviggina!

che faccio? Abbozzo!

♫ #36


in ascolto "Love song requiem" Trading yesterday

Instant karma #25 short version

Mi si para davanti la signorina Rottermaier. E' il momento dell'antibiotico. Osservo tutti i movimenti, misurati, identici, un giorno dopo l'altro. Accade una cosa strana: le stringo il polso.
Non so perchè l'ho fatto, non ho sentito neppure il braccio muoversi. Sbarro gli occhi come se non controllassi le mie azioni. Lei sorride con gli occhi dolenti, stacca le mie dita, una per una, con accondiscendenza e mi rimbocca la coperta. Quando sparisce dietro la porta poso lo sguardo sulla vicina di letto. Non si è mossa. Dorme quieta, i lineamenti distesi. Mi sembra di conoscerla. La osservo meglio. Quando riuscirò a parlare, devo ricordarmi di chiedere a Francesca, o chi verrà a trovarmi, se la conosco veramente o è solo un'impressione. Non riesco più a distinguere ciò che è reale e ciò che invece appartiene alla dimensione onirica.

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mercoledì 24 marzo 2010

♫ #35


in ascolto "Never back down" Novastar

Instant karma #24

Ho una scena impressa nella mente come un fermoimmagine, Camilla che sorride stringendo il bouquet da sposa. Non ho altri ricordi del suo matrimonio, se chiudo gli occhi vedo solo alcuni dettagli, le maniche dell'abito nunziale in voile, il bustino in pizzo di san gallo, forse aveva delle roselline bianche nei capelli.

Mi sono distratta, il medico, dopo aver parlato a lungo con i miei genitori, mi si è seduto accanto per spiegare come gradualmente svaniranno gli effetti collaterali dell'intervento. Io continuo a domandarmi di che cosa sta parlando, però abbozzo. Accenna a nistagmo oculare, disfasia, difficoltà di deambulazione. Nebbia, la maggior parte delle parole che pronuncia non le ho mai sentite nominare, nemmeno negli episodi di dottor House! E lui non è neanche lontanamente affascinante come Hugh Laurie! Ormai sta parlando da un'infinità di tempo, ho gli occhi aperti, probabilmente anche l'espressione attenta, ma non riesco ad ascoltarlo, mi sembra di essere in un altro posto.
Mio padre, in piedi in fondo al letto, annuisce con la testa ma l'espressione, che conosco bene, dice che non ha capito nulla di quello che ci sta dicendo. Intorno il solito via vai di infermiere ed inservienti. Ritmi scanditi dalla ritualità. Il medico ha appena parlato di afasia momentanea, niente di preoccupante. Che ne sai tu, che riesci a parlare tranquillamente e capire cosa ti stanno dicendo!
Negli ultimi giorni ho creduto di vivere in un incubo, sembrava che nessuno riuscisse a sentire la mia voce, come fossi isolata dal mondo, è stato frustrante! Abbozzo un sorriso senza avere la certezza che i muscoli abbiano risposto al comando. Questo dottore mi ha scocciato, rinuncio a comunicare, chiudo gli occhi e provo a dormire. Mi sembra di non avere fatto altro, da settimane.

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CVD


non vorrei essermi entusiasmata troppo per le temperature primaverili di ieri

mannaggia zozza, oggi è di nuovo inverno

Instant karma #23

Il medico brizzolato sta parlando con i miei. L'espressione neutra, tipica degli specialisti, non da modo di trarre conclusioni. Le uniche parole che estrapolo dalla conversazione, che ritengo sia avvenuta ad una modulazione di frequenza inacessibile a chi non può udire gli ultrasuoni, sono cura sperimentale e lobo frontale. La frase "necessita riposo assoluto" è diventata il leit motiv dell'ultima settimana. La condizione dell'ammalata non mi si addice, appena mi rimetto in piedi infilo i miei stracci in una borsa e taglio la corda, sono stufa d'essere trattata come un soprammobile! Le infermiere sono tutte gentili tranne una, che chiamano Signorina Rottermaier. Per logica conseguenza karmica è l'addetta all'inoculazione del farmaco anti rigetto. Constato con amarezza che anche nelle condizioni estreme riesco ad essere sfigata come il gatto Felix! In questi ultimi giorni Francesca e Claudia sono state presenze costanti, di Camilla neanche l'ombra, in uno dei rari momenti in cui sono riuscita a parlare senza difficoltà ho provato a domandare di lei, mi è stato risposto di stare serena e di riposare perchè ero molto provata così ho mollato il colpo. Appena riuscirò a mettere le mani sui miei oggetti personali prenderò il cellulare e farò una delle mie classiche scenate alle quali Camilla è abituata, per strigliarla un po' e per farla sentire in colpa per avermi abbandonato in balia di queste arpie. La vicina di letto, quella che ha momentaneamente usurpato il posto di Barbara, è stata operata ed è in osservazione post intervento, quindi di fare conversazione non se ne parla. Mi hanno portato a fare una medicazione e non ho riconosciuto la hall del reparto. Ho perso il senso dell'orientamento, nonchè quello del tempo.
Pensavo fosse dicembre, il calendario oggi mi ha fatto una sopresa.
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martedì 23 marzo 2010

tea time


prima di dormire un tè caldo, non ho neppure la forza di leggere
mi lancio in branda con tuffo carpiato con avvitamento

aria di primavera


basta un giorno di sole, la temperatura che supera i 10 gradi e le vetrine fioriscono come giardini
ho fatto un giro al centro commerciale, e mi è venuta voglia di acquistare almeno tre paia di sandali
un trionfo di cinghini, strass e borchie,
il paio più normale sembrava rubato alla scarpiera di Lady Gaga

♫ #34


in ascolto "I see you" Mika

il Principe ci ha preso gusto

Su un tipo spartano come lui il centro benessere di La Villa ha sortito un effetto straordinario,
siamo tornati domenica sera e ieri si è già presentato a casa con la brochure di wellness cittadino, con un elenco infinito di trattamenti. C'è solo l'imbarazzo della scelta...

Inutile dire che mi trova d'accordo su tutta la linea

♫ #33


in ascolto "Down" Jason Walker (The vampire diaries ost)

lunedì 22 marzo 2010

Instant karma #22 short version

"Alice? Alice! Apri gli occhi!" La voce di Barbara è ovattata, distante, come provenisse da un'altra stanza. Sono trascorse ore o giorni dall'ultima volta che sono stata sveglia? La sensazione è sempre la stessa: un plinto di cemento appoggiato sulla fronte. Intorno facce sorridenti che non riesco a distinguere correttamente. Suoni incomprensibili, non sono in grado di collegare le voci ai visi che mi stanno osservando. Muovo una mano, non riesco a parlare provo ad aiutarmi con i gesti. Il medico sillaba lentamente che l'intervento è stato eseguito correttamente le condizioni sono stabili e reagisco perfettamente all'anestesia. Quale intervento? Sembra che stia parlando di qualcun altro. Non capisco se sto sognando oppure sono sveglia. Nel letto accanto è seduta una donna, di spalle. Non riconosco la sagoma. Sembra una signora di mezza età ma non potrei giurarlo. Riesco finalmente a mettere in fila le parole "dov'è Barbara?" Se qualcuno si degnasse di rispondere! Nel campo visivo appare Francesca. È perplessa e ha l'aria di chi non mi vuole contraddire, mi fa cenno di riposare, rimbocca il lenzuolo e mi prende la mano.
Camilla non c'è. È ufficiale, sono spaventata a morte.


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♫ #32


in ascolto "Defying gravity" Glee cast (Lea Michele & Chris Colfer)

Instant karma #21

Riapro gli occhi al rallentatore, è incredibile come un gesto automatico come respirare, è diventato la cosa più difficile del mondo, un esercizio dalla fatica immane. Fuori è buio. Scenario diverso. Accanto alla finestra ci sono i miei genitori, di spalle, stanno parlando con qualcuno, vestito di bianco, vedo il riflesso nel vetro della finestra. Potrebbe essere un medico, non riesco a vederlo. Chiudo gli occhi. Quanto tempo è passato da quando mi sono riaddormentata? Scena senza sonoro. Ho ancora male alla testa. Nelle orecchie un ronzio e la sensazione di aver le ossa rotte. Come fossi stata investita da una schiacciasassi. La stanza non sembra la stessa in cui mi sono svegliata stamattina. Non sembra neppure quella in cui ho soggiornato negli ultimi due mesi. Mi guardo intorno confusa, sento la testa pesante, come se stessi per addormentarmi nuovamente. Durante tutto il tempo in cui sono stata ospite di questo albergo non ho mai avuto così sonno; continuo a chiamare i miei genitori, o forse mi sembra soltanto, non ottengo risposta, come se non mi sentissero, riesco a virare lo sguardo di 45 gradi e vedo il letto di Barbara, intonso, non ho idea di che ora sia, è tutto così diverso, così strano, ho sete, l'infermiera secca, credo si chiami Sonia, mi ha passato due volte una garza imbevuta sulle labbra e mi ha sussurrato "è andato tutto bene". Non ne sono certa, non riesco a sentire nessun rumore che non sia il mio battito cardiaco. Sta accellerando, oddio mi sta venendo un attacco di panico. In questo scenario, a parte Barbara, manca qualcosa, non riesco a mettere a fuoco con chiarezza. Ho un flash della sera precedente:ricordo una lunga conversazione con Barbara, ci siamo finalmente chiarite dopo anni di astio e incomprensioni, mi ha spiegato tutto. Avrei voluto parlarne con Camilla, poi la stanchezza ha preso il sopravvento e mi sono addormentata. Cazzo! ecco cosa mancava! Non c'è Camilla, la mia migliore amica. La mia voce mi rimbomba in testa. Mi sono segliata in un universo strano, capovolto, come se un altro mondo avesse sostituito il mio nella notte. Non capisco cosa sta succedendo, ma sono sicura che non mi piace.

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♫ #31


in ascolto "Love will come through" Travis

domenica 21 marzo 2010

back home

Per chi se lo domandasse siamo rientrati dalle ferie ora!
Siamo andati a La villa in Badia, provincia di Bolzano, con una coppia di amici con cui abbiamo fatto la settimana bianca lo scorso anno e le ultime vacanze in agosto e a Natale, ha fatto bel tempo per tutta la settimana, l'ultima utile per sciare
Tranne Selva Gardena abbiamo sciato ovunque in tutto il comprensorio, tralascio la cronaca del Passo del Pordoi (vi basti sapere che ci siamo fatti un mazzo infame e che nell'unico pezzo tranquillo ho inforcato e sono caduta in un modo che in un nanosecondo ho pensato a numerarmi le ossa in modo da trovarle tutte e ricompormi!) Non sono mancate le soste nelle baite per rifocillarci con taglieri di speck e formaggi altoatesini, polenta e salsicce, abbiamo avuto il nostro bel da fare per interpretare le cartine e devo ancora capire come classificano le piste in Alta Badia, perchè abbiamo trovato alcune rosse (media difficoltà) larghe e con pendenza minima, e altre blu (facili) dalle quali abbiamo dovuto studiare come scendere. Abbiamo lasciato la Gran Risa, quella dove fanno lo slalom gigante, per l'ultimo giorno (potenzialmente il più pericoloso, perchè le temperature si sono alzate di botto) siamo usciti indenni (un po' ciancicati per la verità) e molto lieti di rientrare a casa. Siamo stati in un hotel con i controfiocchi (per compiacere il principe e il socio) con wellness di un certo spessore e trattamenti rigeneranti che siamo usciti tutti e quattro come bijoux; dopo 7 ore di sci, annessi e connessi, ci aspettavano nell'ordine biosauna, bagno turco, sauna classica e relativa camminata nella neve, un litro d'acqua alla goccia, idromassaggio e sala relax con materassi ad acqua (dove svenivamo regolarmente) e giacigli di fieno.
Ho fatto tre trattamenti che mi hanno tolto 10 anni (e anche parecchi euro dalle tasche)
sono soddisfatta, domani torno al lavoro e a metà mattinata mi aspetta una gatta da pelare mica da ridere, vedremo quanto servirà per dimenticare il relax di questa vacanza

Lieta di rivedervi!

domenica 14 marzo 2010

la valigia sul letto è quella di un lungo viaggio


domani mattina partiamo per la montagna
e non ho ancora preparato niente

Instant karma #20

Sento la testa pesante, come se avessi un incudine sulla fronte, cosa diavolo avranno iniettato per stordirmi in questo modo?
Apro gli occhi, lentamente, le palpebre sono macigni. La luce inonda la stanza, o forse è solo un neon, qualcuno pronuncia il mio nome, come un'eco lontana; riesco a mettere a fuoco due sagome, che non riconosco, nel campo visivo appare l'infermiera simpatica, deve chiamarsi Monica, sorride e dice qualcosa, vedo le labbra muoversi, non riesco a sentire la sua voce, ho l'impressione di essere in una stanza insonorizzata.
Credo mi stia domandando qualcosa ma non riesco a rispondere, ho la bocca impastata, il palato di cartone, una sete assassina e nessuno sembra disposto ad esaudire il mio desiderio di bere.
Riesco a voltare lo sguardo verso il letto di Barbara. Non la vedo. Il letto è fatto, come se non ci avesse dormito nessuno. Mi sforzo per mettere a fuoco le due persone in piedi accanto alla finestra sono Francesca e Claudia, sorridono, come sollevate nel vedermi sveglia "dov'è Barbara? perchè non è nel suo letto?"
Mi dicono di stare tranquilla, è andato tutto bene, devo solo riposare.
Continuo a chiedere come sta Barbara, temo che le sia successo qualcosa, non rispondono, come se non sentissero cosa sto dicendo. Mi fanno cenno di stare calma, e sorridono, scambiandosi sguardi. Francesca fruga nella borsa, prende il cellulare, risponde brevemente poi, scandendo bene le parole, dice che i miei genitori stanno arrivando.
Non sento la voce, leggo il labiale. Mi scoppia la testa, come se l'avessero trapanata.
L'incudine sulla fronte preme più forte.
Buio

CONTINUA
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♫ #30


in ascolto "sleeping with ghost" Placebo

nervi scoperti


sarà quest'inverno che sembra non voler finire mai,
l'accorgersi di come cambia tutto intorno a me,
senza che io possa intervenire
il non riuscire a trattenere le persone che amo,
una realtà sempre troppo dura, crudele e sbiadita rispetto all'ideale creato nell'immaginario
negli ultimi tempi sono particolarmente sensibile,
certi giorni addirittura selvatica
mi dico che con il cambio di stagione e l'arrivo della primavera
passerà tutto e resterà un ricordo di cui sorridere

me lo ripeto da un po' troppo tempo

sabato 13 marzo 2010

♫ #29


in ascolto "It's amazing" Jem

inibizioni


Avere un altro blog in cui hai già scritto tutto di te,
dove la comunità di bloggers ti conosce per nome,
molti ti hanno incontrato, ti scrivono, telefonano, o inviano sms,
hanno gioito per le tue vittorie e pianto per i tuoi dolori
ti sono stati accanto nei momenti difficili,
hanno sopportato i tuoi sbalzi d'umore, tifato per te,
seguito e commentato i tuoi racconti,
sorriso delle tue avventure, supportato i tuoi sforzi,
rende difficile prendere dimestichezza con un nuovo blog

ecco perchè non sono ancora disinvolta

venerdì 12 marzo 2010

♫ #28


in ascolto "Sober" Kelly Clarkson

Instant karma #19

"Non ti preoccupare, è una faccenda risolta da tempo"
Ero pietrificata. Barbara sembrava risoluta mentre finalmente mi svelava le ragioni di quell'astio durato anni.
"Non avevo idea del problema al ginocchio e tutto il resto, mi dispiace molto"
"Non devi dispiacerti. Io sono andata a sbattere con la macchina. E' stata una mia scelta ubriacarmi e mettermi al volante, nessuno mi ha costretto, anzi, forse da lassù qualcuno mi ha persino protetto. Dopo l'incidente l'auto era un groviglio di lamiere, ah, per la cronaca, non ho cercato di investirti davanti al palazzo del comune, arrivavo un po' veloce, ti vidi all'ultimo momento e credo il mio subconscio abbia fatto il resto!"
Non sapevo se restare in silenzio oppure farle tutte le domande che avevo ripetuto in testa, come una filastrocca, milioni di volte. Sembrava ben disposta; ne approfittai.
"Scommetto che ti è venuto un colpo quando mi hai visto con Camilla!"
"Sapevo che eravate amiche, speravo non al punto da frequentarvi così tanto; dopo un po' me ne sono fatta una ragione"
"Ci tengo a dirti che non ti ho rubato Matteo, quando l'ho conosciuto non sapevo che fosse già impegnato"
"Immagino che per lui fosse un dettaglio trascurabile! Vedi Alice, io ce l'ho avuta con te per tanto tempo, perchè era più comodo odiarti, noi non eravamo amiche, ed era più semplice scaricarti addosso tutta la colpa piuttosto che ammettere che il problema era Matteo. Ero innamorata di lui, anche se inconsciamente non l'ho mai perdonato per averti preferita a me, stavamo insieme e sarei passata sopra a tutto. Ti ho detto che ho perso una cosa preziosa, era la speranza, il coraggio di sognare ancora. Non avrei potuto più ballare, ero così disperata che mi aggrappai all'unica cosa che mi era rimasta. Credevo fosse amore..."
"Cosa è successo tra voi? perchè è finita?"
"Ti vidi piangere fuori dal bar, una domenica. Camilla, per spezzare una lancia a tuo favore, mi parlò di te e Massimiliano. Di quanto stavi male per lui, del triangolo con la tua amica Daniela. All'inizio ne fui contenta, la considerai una vendetta divina, poi mi feci un esame di coscienza, io non ero il tipo di persona che godeva delle disgrazie altrui. Le quattro pettegole della compagnia si affrettarono a raccontare che Matteo era corso a consolarti. Vidi come ti guardava, non mi avrebbe mai guardato in quel modo. Era inutile negare l'evidenza, non ti aveva dimenticato. Avevi vinto tu, un'altra volta. Non gli avrei più permesso di andare via. Quella sera, dopo quasi tre anni, presi l'unica decisione di cui non mi sono mai pentita, e lo lasciai. Troncai tutti i rapporti, non andai più ad aiutare sua sorella in negozio al sabato pomeriggio, smisi di andare nella sua stessa palestra, cambiai proprio giro. Tre mesi dopo Camilla si sposò.."
"E noi due eravamo le testimoni, oltre tutto le uniche single tra tutti gli invitati! "
"Avevo intenzione di chiarirmi con te, dopo averli accompagnati all'aeroporto, poi arrivò Matteo, dopo 73 giorni che non ci vedevamo. La prova del fuoco. Non mi fece alcun effetto. Invece notai la sua reazione quando ti incontrò. Quello sguardo..."
"Avrei voluto sprofondare, anche io avevo intenzione di parlarti, poi quando è comparso lui, con quel sorriso strafottente.."
"Non ero arrabbiata, più che altro imbarazzata. Mi sentivo di troppo. Il giorno dopo decisi di entrare in analisi. Il professor Perrone ha fatto un lavoro eccellente. Sono stati anni difficili, dolorosi; mi sono completamente messa a nudo, per la prima volta, dopo l'incidente, mi sono confrontata con la vita, e ho capito che avevo bisogno di morire per poter rinascere. Questo è successo tempo fa, sono cambiata da allora"
"Perchè sei stata così ostile quando ci siamo ritrovate nella stessa stanza?"
"Sono trascorsi 12 anni Alice. Non sapevo cosa ti era successo in tutto questo tempo, soprattutto non avevo idea di cosa pensassi di me, temevo che mi odiassi ancora!"
"Barbara, io non ti ho mai odiato, tu odiavi me, a me stavi antipatica di riflesso!"
"Non sapevo cosa aspettarmi. Diciamo che ho dovuto studiare la situazione, prima di affrontarla"
Avevamo rotto finalmente il ghiaccio e volli essere sincera fino in fondo.
"Ho parlato con Matteo, a dirla tutta è stata forse l'unica volta negli ultimi 12 anni!"
Barbara sorrise, come se conoscesse già la storia.
"Sapeva del tuo ricovero, glielo ha detto Valeria, in confidenza! L'ho cercato perchè volevo aiutarti"
"Alice, io credo nel destino, forse siamo finite nella stessa stanza d'ospedale perchè avevamo bisogno di confrontarci. Io avevo bisogno di perdonare, e tu d'essere perdonata. Magari non è strettamente legato a quello che è successo tra noi, potrebbe essere qualcosa di più trascendentale, però ci ha permesso di venirne a capo e di risolvere tutto, è un risultato di cui dobbiamo essere soddisfatte, non credi?"
Mi trovai d'accordo e sentii l'impulso di abbracciarla quando mi colse un senso di pesantezza e mi strinse fino a farmi addormentare di schianto. Il mattino dopo, quando mi svegliai, Barbara non c'era più.

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♫ #27


in ascolto "Who knew" Pink

ops


stamattina cambio di programma, si va in trasferta per lavoro!
come da copione formalità di rito, burocrazia a strafottere, soliti convenevoli, quando un dio vuole torno in ufficio che, manco a dirlo, sembra la posta il giorno del pagamento delle pensioni,
una folla di persone mi aspetta davanti alla porta,
tutti vogliono parlare con me,
nello stesso momento,
faccio fatica ad arginare le richieste cercando di essere educata e cortese con ognuno,
orrore e raccapriccio
mentre non c'ero la signora che fa le pulizie ha impilato tutti i documenti senza un ordine logico e devo spulciarli uno per uno per trovare quelli che mi occorrono, il tempo stringe, devo far fimare moduli col ritmo di una catena di montaggio e preparare tutto per la settimana prossima, in cui io sarò in ferie, e grazie alla legge di Murphy che impera perennemente, accadrà di tutto, e al mio ritorno il ricordo della vacanza evaporerà in un nanosecondo, come accade ogni volta!
Per pararmi le sacre terga mi porto avanti col lavoro

Friday i'm in love


oggi sono contenta perchè è l'ultimo giorno di lavoro
la prossima settimana sono in ferie

giovedì 11 marzo 2010

♫ #26


in ascolto "Keep breathing" Ingrid Michaelson

sunshine

Stamattina quando ho guardato fuori dalla finestra credevo di aver dormito un mese (!)
mi sono coricata che era tutto coperto di bianco e sembrava di stare in una palla di vetro di quelle che giri e viene giù la neve, oggi apro gli occhi disturbata da un raggio di sole insolente, cielo azzurro e rumore di moto e scooter
calma trinchetto, che non è tutto oro quel che luccica
ovviamente sono uscita in moto,
l'aria è frizzantina, i gradi sono ancora pochi
però il sole rinfranca lo spirito

Instant karma #18

“Matteo è stato il mio primo amore. Di quelli che ti tolgono il respiro. L’ho conosciuto il 3 giugno del 90, durante la manifestazione alla Fortezza. Ero con la scuola di ballo, dopo la nostra esibizione è venuto a presentarsi. Jeans chiari e t-shirt lilla Ocean Pacific, credo di essermene innamorata all’istante. Quella sera mi ha chiesto d’uscire, dal giorno dopo siamo stati inseparabili. Ho vissuto in uno stato di grazia, fino al 31 agosto. Sono andata via solo un giorno, un sabato sera, per un’audizione all’accademia di danza. Al mio ritorno lui stava con un’altra. O meglio, è venuto all’appuntamento con me, e con occhi colpevoli mi ha detto che era confuso, aveva conosciuto questa ragazza e non riusciva a pensare ad altro. Ne abbiamo parlato una serata intera. Diceva che gli sembrava di non riuscire a respirare. Tre mesi insieme e non mi aveva mai detto niente del genere, una sera con un’altra e si era innamorato! Avevo 18 anni, mi sembrava di non riuscire a vivere senza di lui, non potevo accettare d’essere scaricata in quel modo. Chiamavo tutti i giorni, a pranzo e a cena, piangevo per cercare di convincerlo, mi sono resa ridicola in mille occasioni. L’ho martellato come una goccia cinese. Pensavo che l’avrei convinto per stanchezza. Un giorno, al telefono, mi ha urlato di non cercarlo più. Sono sparita dal giro e mi sono concentrata sulla danza. Mi sono sfiancata per entrare all’accademia. Dopo qualche mese si è ripresentato al portone di casa. Sono bastate due parole per farlo rientrare nella mia vita. E’ stato un anno indimenticabile. Ogni tanto faceva riferimento alla ragazza che gli aveva spezzato il cuore in estate, ma era con me. Aveva scelto me e mi faceva sentire al sicuro. Non disse mai il tuo nome, io non glielo chiesi. Mi assicurò che tra voi era finita. Era tornato perché si era accorto d’essere innamorato di me. Era sufficiente. Rinunciai all’accademia per stare con lui. Credevo nella nostra storia. A dicembre ebbe l’incidente al ritorno dalla discoteca. Io ero ad una festa di compleanno con delle amiche, tornando a casa vidi la sua auto accartocciata sul corso e mi sentii morire. Pensai che non avrei più sprecato un momento della mia vita. Sapevo che con la ragazza di cui era stato così innamorato, non aveva mai fatto l’amore e, andando contro ai miei principi, decisi di concedermi proprio il giorno dell’anniversario in cui l’aveva lasciata per tornare da me. Quel pomeriggio Marco aveva una gara di motocross e i miei erano andati a vederlo. Il momento perfetto. Alla sera, a cena con la compagnia, Andrea propose di andare nella sua casa in montagna per il weekend dell’epifania e Matteo ricordò che proprio l’anno prima erano tutti lì, e c’era anche Alice. Andrea aggiunse la ciliegina sulla torta sottolineando che fu l’ultimo weekend prima che tu lo lasciassi! Una giornata perfetta, distrutta in trenta secondi. Avevo rinunciato ad un sogno, ai miei principi, gli avevo dato il mio cuore in mano, nel nome di un amore che in realtà non esisteva. Se Matteo avesse potuto scegliere sarebbe stato con te, eri stata tu a scaricarlo e lui era venuto a suonare alla mia porta perché sapeva che lo avrei fatto entrare. Avevo bevuto, litigammo di brutto, rimediò un paio di schiaffi, presi le chiavi dell’auto e scappai. Avevo voglia di sparire, di tornare indietro nel tempo. Mi restava solo la danza. Piansi fino ad esaurire le lacrime. Strappai il bracciale che mi aveva regalato a Natale, e mentre lo gettavo dal finestrino l’auto sbandò ed ebbi l’incidente. Al mio risveglio dissero che mi era andata di lusso, me l’ero cavata con un paio di ematomi e rottura dei legamenti crociati. In un colpo solo i miei sogni si erano infranti. Mi operò l’ortopedico più famoso del Piemonte, un luminare. Mi rimise in piedi dicendo di appendere al chiodo tutù e scarpette. Addio sogni di gloria. Avrei preferito morire. Pensai a te, a tutte le volte che eri stata carina con me. Quel pomeriggio che eri venuta all’ospedale a trovare Matteo dopo il suo incidente. Le sere passate in piazzetta, e la festa di Natale in discoteca, quando avevo visto che vi facevate gli auguri. E mi convinsi che la causa di tutte le mie disgrazie eri proprio tu”

CONTINUA
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♫ #25


in ascolto "Diary of Jane" Breaking Benjamin

mercoledì 10 marzo 2010

transiberiana


sta nevicando ininterrottamente da più di 24 ore

puttanalarana

♫ #24


in ascolto "Here without you" Three doors down

Instant karma #17

Uscendo dalla stanza vidi il mio sguardo riflesso nello specchio, dopo quella scenata non riconobbi neanche me stessa. Volevo ferirla perchè ero ferita Avevo dedicato il mio tempo a lei, avevo provato qualsiasi cosa per farla stare meglio, trascurando me stessa per cercare di "salvarla" e mi stavo rendendo conto che ero proprio io a dover essere salvata.
Federico, intuì che non era un buon momento, prendemmo un caffè al distributore di bevande e con poche parole, ed il tono adeguato, mi fece rientrare nella giusta prospettiva.
Tornai in camera decisa a ritrattare. La trovai seduta, con una flebo attaccata al braccio, intenta a guardare il quiz dell'ora di cena. Mi misi a letto, respirai profondamente recitando mentalmente il discorso che avevo preparato, Barbara afferrò il telecomando e chiuse l'audio, si voltò verso di me e disse con il più limpido dei sorrisi:
"non ci crederai ma ho risolto i miei problemi con te già da tempo"
"ma dai, non dirmelo!"
le parole uscirono spontaneamente, non riuscii ad evitarlo.
"il dott Perrone, primario di psichiatria, non è venuto per un consulto. É stato il mio analista per anni. Era qui per un saluto."
Non capivo cosa voleva dirmi ma ero certa che sarebbe arrivata al punto.
"Non è stata colpa tua, a quell'età é più facile incolpare qualcun altro della propria infelicità. Non si è mai abbastanza pronti per buttarsi nel mondo, accettare i propri limiti, e prendersi la responsabilità delle decisioni che si prendono, con le inevitabili conseguenze! Avevo bisogno di un capro espiatorio, è uscito il tuo numero!"
Abbozzò un sorriso e gli occhi si velarono di lacrime
Era pronta per raccontarmi la sua versione della storia di cui ero protagonista, senza aver mai letto il copione.

CONTINUA
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♫ #23


in ascolto "Paperthin hymn" Anberlin

Instant karma #16

Guardai l’ora ed era tempo di rientrare. Una telefonata costrinse Matteo a congedarsi in fretta, aspettai che uscisse, e salii al settimo piano, dove mi aspettava Camilla; le consegnai la ventiquattrore e presi il borsone con pigiama, vestaglia e pantofole, mi cambiai rapidamente e tornai in reparto in tempo per il tg. Barbara mi diede un‘occhiata distratta poi sorridendo disse che aveva guardato il nostro sceneggiato preferito senza di me. Mi accomodai a letto e seguii i programmi in silenzio finché non mi abbracciò Morfeo. Quella notte feci strani sogni. Il giorno dopo Barbara si alzò prima di me. Aveva una strana energia. Uscì presto e tornò in tarda mattinata. Erano passati due mesi da quando ero entrata in ospedale. Quel giorno il primario, approfittando dell’assenza della mia compagna di stanza, in consiglio con il team di medici al seguito, mi disse che il mio problema non era stato risolto, le cure prestate non avevano dato i risultati previsti e dall’ultimo referto risultava un’ulteriore anomalia. Mentre mi spiegava che avremmo iniziato un’altra cura, pur guardandolo dritto negli occhi, continuavo a pensare alle parole di Matteo. In tutto quel tempo avevo cercato una spiegazione per il comportamento di Barbara, convinta d’essere la causa della sua infelicità, avevo tentato qualsiasi cosa pur di riscattarmi ai suoi occhi, e avevo “dimenticato” il motivo per cui ero stata ricoverata. Parlai con i miei genitori della mia situazione, il dolore esplose nei loro occhi, anche se cercavano di mascherarlo, dissi che mi sarei sottoposta alla nuova terapia, che prevedeva un ciclo di radio terapia. Ero in ballo, avrei ballato. Quando Barbara rientrò nella stanza la misi al corrente sulle novità e la vidi irrigidirsi. Come in un deja-vu rividi me stessa, quando Camilla mi parlò delle condizioni di Barbara, il disagio che provai pensando che, tra tante maledizioni scagliate al suo indirizzo, qualcuna fosse andata a buon fine.
L’entusiasmo mostrato a colazione per l’ora di pranzo era già svanito.
Lei seguì le sue terapie, io scesi a fare analisi del sangue post prandiali, ci rivedemmo a pomeriggio inoltrato e il suo atteggiamento mi sorprese.
“Che si dice di bello in traumatologia?”
La guardai senza parlare e il mio silenzio la urtò.
“So di Gianni. Me lo ha detto Valeria, lavora in nefrologia ma vede e sente tutto quello che succede qui dentro!”
Con quella frase intendeva farmi capire che sapeva dell’incontro con Matteo, così reagii al fuoco
“parlando della tua amica Valeria, faresti meglio a chiamarla radio serva, mi stupisco che i tuoi non abbiano ancora saputo che sei ricoverata!”
“Alice, che ti prende? non eri tu quella che credeva nell’empatia tra ammalati? o forse eri più disponibile quando pensavi che tra le due la moribonda fossi io? ”
Mi voltai e per un attimo mi sembrò sdoppiata. Non riconoscevo la ragazza che qualche sera prima mi aveva sussurrato piangendo che non ero la responsabile della sua infelicità. Non capii se era la vera Barbara a parlare, oppure una proiezione di quello che voleva far credere d’essere.
“Adesso sono tornata ad essere la strega cattiva e tu la povera Dorothy? Fammi il piacere!”
Fu provvidenziale l’arrivo di Federico.

CONTINUA
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♫ #22


in ascolto "Broken wings" Alter bridge

Instant karma #15

"Che razza di domanda è questa?"
"Non te lo chiederei se non fosse importante, devi fidarti di me"
La mia espressione dovette colpirlo perchè continuò a parlare
"No, non era incinta"
"Ne sei sicuro?"
"Potrei giurarlo"
"La sera dell’incidente venne a sapere che ero io la famosa ex ?"
"Esattamente"
"Fu quella la tragedia di cui parlavi?"
Scandì le parole lentamente.
"Sì. E ci misi parecchio per farmi perdonare"
In quel mentre arrivò la fidanzata e smettemmo di parlare. Avevo la necessità di chiedere altri dettagli e non c’era più tempo. Matteo avvertì l’urgenza e disse a Dora di prendere la macchina e di aspettarlo a casa, si sarebbe fatto accompagnare da me perché dovevamo parlare di una cosa importante. Lei non battè ciglio, invece a me prese il panico. Pensai di fare un trillo a Carola, che conoscendo i miei piani, era rimasta nel piazzale di fronte al pronto soccorso con Camilla per intervenire in caso di emergenza. Poi Matteo cambiò idea, chiese ad uno degli amici venuti a trovare Gianni di portare a casa la fidanzata e tenne le chiavi dell’auto per non vincolarmi, abitando dall’altra parte della città. Salvata in corner. Ci sedemmo all’entrata e riprese il discorso dal punto in cui era stato interrotto.
"in quell’incidente riportò diverse contusioni ed una lesione al ginocchio, distrusse la macchina e quando fu dimessa rimase a casa per un po' di tempo. All’inizio non mi voleva neanche vedere, poi Marco ci mise una buona parola, e con tanta buona volontà riuscii a mettere a posto le cose"
"Sai, in tutto questo tempo mi sono chiesta cosa poteva averla mandata fuori di testa in quel modo, da quando mi ha detto di aver perso qualcosa ho persino pensato che fosse incinta, e che a causa dell’incidente…"
"Questo posso escluderlo nel modo più assoluto"
"Se non ti avesse detto niente? Se il motivo per cui non ti voleva vedere fosse proprio quello?"
"Alice, non è possibile che Barbara fosse incinta, credimi"
Mi guardò negli occhi e capii che era sincero.
"Facemmo l’amore per la prima volta quel pomeriggio. Era la sua prima volta. Alla sera andammo in pizzeria e bevemmo una birra di troppo. Avevo 18 anni. Ero un ragazzino, insensibile ed immaturo. Quando si accennò al weekend in montagna ero brillo, mi venne spontaneo parlare di te, senza pensare alle conseguenze. Prima di quel momento non aveva mai saputo che eri tu la ragazza di cui ero stato innamorato. Fu il motivo che la mandò ai matti. Si infuriò, facemmo delle parole, quando mi disse di rimettermi con te, visto che ti pensavo ancora, ero scocciato, per ripicca risposi che ci avrei fatto un pensierino. Siccome ero un idiota, e volevo sempre aver ragione, aggiunsi che dopo che i nostri problemi di incompatibilità erano risolti, mi sembravi piuttosto accondiscendente. Chiaramente lo inventai. Presi uno schiaffo, lei uscì di corsa e il resto è storia"
Rimasi un minuto in silenzio.
Cercai di elaborare in fretta le informazioni ricevute, si stava facendo tardi e dovevo rientrare in reparto.
"Una volta quasi mi investì con l'auto! Cioè, mentre attraversavo, anziché rallentare mi sembrò che accelerasse, dovetti fare un salto sul marciapiede per evitarla, successe mesi dopo la faccenda che mi hai raccontato. All'inizio dell'estate ci trovammo nella stessa compagnia e prendemmo il giro di vederci tutti i giorni con Camilla; immagino non fosse proprio il suo massimo dover dividere la sua amica con me"
"Dopo aver chiarito e fatto pace non pronunciò mai più il tuo nome, qualche volta, per farla incazzare fui io a nominarti, era un modo per provocarla, però un gioco è bello se dura poco, e dopo un po' smisi del tutto di parlare di te"
"Matteo, sono passati anni, sei cresciuto, cambiato, sei diventato un uomo, ora posso dirti che da ragazzo eri impossibile da sopportare? un emerito cretino!"
"Non potresti trovarmi più d'accordo, sono stupito d'essere sopravissuto!"
Finalmente stemperammo i toni e mi rivolse un sorriso.
"Scusa se mi impiccio...siete stati insieme un bel po' di tempo, prima che ci mettessimo insieme noi due, poi di nuovo..e..sì insomma, cioè, come mai avete aspettato così tanto ..dai che hai capito.."
"Barbara era un tipo all'antica, non intendeva concedersi fino al matrimonio!"
Annuii e tagliai il discorso, poi, per uscire dall'imbarazzo Matteo esclamò
"Certo che la fantasia non ti è mai mancata, come hai fatto a pensare che fosse incinta?"
"E' colpa dei serial che guardo con Camilla"
"Tipo le casalinghe psicopatiche?"
"Eh sì, proprio quelli "

CONTINUA.....
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martedì 9 marzo 2010

freddo pinguino


credo che l'immagine sia più eloquente di tante parole

♫ #21


in ascolto"Ships" Umbrellas

Instant karma #14

Mi venne voglia di rispondere “sì, lo so, siamo compagne di stanza”. Non lo feci. Matteo sembrava veramente dispiaciuto. Dovevo approfittare della situazione e chiedergli tutto prima che andasse via ma la presenza della fidanzata mi metteva a disagio.
L’orario di visita era finito e gli amici di Gianni si accomiatarono. Proposi un caffè. La tipa era ancora al telefono. Le fece un cenno per farle capire che scendevamo al bar. Avevo poco tempo a disposizione e troppe domande da fare tutte insieme. Il momento era topico.
“Non vorrei sembrarti impertinente, ti ricordi se, quando stavi con Barbara, è successo qualcosa di grave, o particolarmente doloroso?”
“Tipo?” “ho avuto modo di parlarle ultimamente e so che in quel periodo ce l’aveva a morte con me, non ho mai capito il motivo, mi ha detto che ha perso qualcosa di veramente importante, ce l’aveva con noi due, allora ho pensato che tu ne fossi a conoscenza”
“il passato ritorna” disse con tono melodrammatico. “sapevo che prima o poi sarebbe venuto fuori, certo che dopo tutto questo tempo...”
Mi domandai di cosa andava farneticando, il tempo stringeva, eravamo arrivati al piano terra, il bar distava pochi metri e temevo che la fidanzata arrivasse da un momento all’altro.
“ci sono cose che probabilmente non hai mai saputo” disse lapidario
“fammi un esempio” lo incalzai
“conobbi Barbara l’estate in cui ci mettemmo insieme. La sera in cui ti vidi per la prima volta”
“alla festa di fine estate da Giulia?”
“no, quella fu la volta in cui ti parlai, la prima volta ti vidi alla rassegna musicale alla fortezza. Era giugno”
Rimasi interdetta. Ascoltavo quelle parole per la prima volta. Ed erano passati 16 anni.
“Barbara si esibì in un saggio di danza con la compagnia di ballo. Rimasi incantato da lei. Dopo l’esibizione andai a parlarle. Le chiesi di uscire. La stessa sera, mentre facevamo il giro degli stand con i ragazzi ti vidi insieme Bea. Iniziai a frequentare Barbara in quel periodo, ogni tanto pensavo a te ma non sapevo chi eri, né dove trovarti. Un giorno incontrai Bea con Giulia, trovai una scusa per farmi invitare alla festa, sicuro di vederti. Infatti quella sera ci presentò proprio Bea. Barbara mi piaceva, ma tu eri diversa. La lasciai dicendole che mi ero innamorato. Continuò a cercarmi e a tempestarmi di telefonate per qualche mese, poi smise. Quando tra noi finì, dopo qualche settimana iniziai a farmi vivo con lei, all’inizio mi dette dei giri, poi accettò di vedermi, e dopo un mese ci rimettemmo insieme. Quando le dissi che eri tu la ragazza per cui l’avevo lasciata impazzì. Una vera tragedia. Non te l’ho mai detto perché non mi piacciono i contrasti, non volevo che litigaste per me”
"hai detto a Camilla che ogni tanto le parlavi di me, anche io, al suo posto sarei stata perennemente incazzata”
“Ero affascinato da lei, dalla grazia con cui si muoveva, ma tu…”
“per favore, non dire cose di cui potresti pentirti nei secoli dei secoli”
“E’ passato tanto tempo, ora posso dirti che, anche se è durato poco, non ti ho mai dimenticato”
Avevo bisogno di informazioni e questo faceva il piacione.
“ricordi quando Barbara ebbe l’incidente con l’auto di suo fratello?”
Divenne subito serio.
“come fosse successo ieri. Eravamo al bar, qualcuno propose di andare in montagna per il weekend e io risposi che l’anno precedente, in quel periodo, ero a sciare proprio lì con te, Barbara aveva bevuto, si arrabbiò, litigammo, prese le chiavi dell’auto a Marco e partì a razzo. Provai a fermarla ma schiacciò il pulsante bloccaporte e mi impedì di salire. La seguii in moto e…”
“hai assistito all’incidente?”
“guidava come una pazza, uscendo da una curva sbandò e si scontrò con un’auto che arrivava nel senso opposto”
A quel punto feci la domanda che mi martellava in testa da giorni:
“so che sto per dire una follia, ma era per caso incinta?”
Matteo mi guardò sconcertato.

CONTINUA...
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fiocca la neve fiocca


ora io dico, esco con il sole, e adesso nevica?
ok la temperatura è bassa, dovevo prevederlo
però avevo gli occhiali da sole quando sono andata al lavoro!
ECCHECCAZZO
lo so, non seguo le previsioni meteo
lo sanno anche i muri che faccio sempre il bucato quando piove
stendo mentre impreversa la bufera
(è storia recente il filo dello stendibiancheria strappato con conseguente rilavaggio dei panni)
oggi sono uscita con scarpe da ginnastica
(per fare respirare le mie amate zampe chiuse negli stivali da troppo tempo)
ebbene sono tornata a casa con i garretti gelati
tutta questa neve dovrebbe farmi piacere, o per lo meno dovrei già entrare nell'ordine di idee, considerato che la prossima settimana sarò in montagna a sciare(!) invece odio il freddo e dopo averne fatto scorta a Capodanno in Svizzera speravo che la settimana bianca fosse allietata da un bel sole e da ampi cieli blu, come lo scorso anno all'Alpe di Siusi, invece sembra che da oggi si avvicini l'ennesima perturbazione artica
come se fino ad ora avessimo scherzato

lunedì 8 marzo 2010

Instant karma #13

Non potevo credere che una sola seduta con uno psicoterapeuta avesse risolto i drammi di una vita. Finsi di dormire e nei giorni a seguire non feci alcun riferimento alla cosa. Barbara era diversa. Continuava a parlare poco e a comportarsi nel solito modo ma avvertivo che era accaduto qualcosa. Quando le gambe sono ferme inizia a muoversi il cervello e il mio, per non assuefarsi alla routine ospedaliera, iniziò a ragionare sulle idee più disparate.
Barbara incolpava me di qualcosa che aveva perso. In concomitanza era avvenuto l’incidente.
Ne parlai con Carola, la cugina che aveva una mente fervida, peggio della mia, con cui giravo all’epoca in cui risalivano gli episodi. Ricordava a malapena gli avvenimenti, così le raccontai la faccenda mentre Barbara era a fare terapia.
Carola, dopo aver considerato ogni possibile scenario, si espresse come l'oracolo di Delfi.
“Parlane con Matteo. E’ l’unico che può saperlo”
Le raccontai che aveva incontrato Camilla e come, dopo molti giri di parole, era riuscita a dirottare la conversazione su Barbara.
“é stata tropo vaga, doveva fargli una domanda diretta!"
Ero d'accordo con lei, l’unica cosa da fare era incontrarlo e domandarglielo.
Mi venne male al pensiero di chiedere a Camilla di rifare la manfrina con lui. Per fissare l'appuntamento avevamo cercato di reperire alcune informazioni per avere la certezza che accettasse di incontrarla, saputo che aveva messo in vendita la sua auto per comprarne una più grande, lo aveva chiamato, non senza un minimo di soggezione, con la scusa che era interessata all'acquisto; avevano parlato per mezz’ora buona di cose inutili poi era arrivata al punto. Un altro appuntamento significava aver deciso di acquistare la macchina ed era una spesa che non potevo permettermi per risolvere un problema di karma. Dovevo trovare un altro sistema.
Alcuni giorni dopo il destino mi venne incontro.
Stavo tornando
dal bar quando, dall’ingresso del pronto soccorso vidi Gianni, un ragazzo della vecchia compagnia, molto amico di Matteo, sdraiato su una barella, accompagnato da due militi di una pubblica assistenza. Frattura scomposta di tibia e perone.
Lo ricoverarono in traumatologia. Mi informai sulle sue condizioni e gli orari del reparto. Ero certa che Matteo sarebbe andato a trovarlo, ne avrei approfittato per farmi trovare casualmente in zona. Feci la posta alla camera di Gianni per un giorno intero, alla sera vidi arrivare Matteo e signora. Mi vestii, truccai e scesi al terzo piano con la ventiquattrore di Camilla, per darmi un tono. Finsi d'essere passata a fare un saluto mentre ero di ritorno dal lavoro. Mi credettero.
Quando mi vide Matteo mi associò a Camilla e disse con rammarico che aveva venduto la macchina ad un collega, la fidanzata sorrise compiaciuta per l’acquisto di un suv fiammante.
Appena l’accompagnatrice si allontanò per rispondere al cellulare cercai uno spunto per avviare una conversazione, mentre pensavo a come introdurre il discorso, Matteo mi anticipò: “A proposito, sapevi che
Barbara è ricoverata in neurologia?”
Lo guardai come se avesse tre teste. La notizia era arrivata fino a lui, che non la vedeva da anni.
Temevo che ormai fosse di dominio pubblico.

CONTINUA...
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♫ #20


in ascolto "Flowers for a ghost" Thriving Ivory

della crisi, la sfiga imperante e altri demoni

Metti che, dopo aver fatto le debite richieste (mancava solo la carta bollata e poi c'era tutto),
ti abbiano accordato le tanto agognate ferie, tu e il principe, con i compagni di merende con cui hai deciso di fare la settimana bianca, trascorrete una giornata intera (sabato) a contattare tutti gli alberghi dell'Alta Badia alla ricerca di un buco, anche un tugurio, dove riposare le stanche membra davanti ad un panorama mozzafiato (le Dolomiti, mica ciccioli!)
niente, zero, due di picche come se piovesse
tutto prenotato fino a metà aprile (che se il tempo di mantiene, la stagione invernale 2010 sarà stata la migliore degli ultimi 20 anni)
*
Metti che al sabato sera, dopo una settimana di stress oltre ogni sopportazione, non hai voglia di cucinare e pensi "perchè non andiamo a cena fuori?" a meno che tu non abbia prenotato con una settimana di anticipo, scordatelo, dalla trattoria al ristorante di lusso, frequentato da vip che solo per pagare pane e coperto devi chiedere la cessione di un quinto dello stipendio, passando per il ristorante cinese (sempre affollato in qualsiasi giorno della settimana) ti fanno tutti un simpatico manico d'ombrello

poi dicono che c'è la crisi, li possino caricà gl'indiani!

Metti che a giugno 2009 la gloriosa giuggiola (ammiraglia di casa) passa il collaudo e spiega le vele verso altre mirabolanti avventure on the road, al che, più per affetto che per reale necessità rinunci all'auto nuova e relativi incentivi, tanto li fanno ogni anno! poi a gennaio 2010, per un fortuito caso, la suddetta ti abbandona letteralmente per strada (a più di 100 km da casa, all'andata!) e quando ti rechi dal concessionario per darle l'estremo saluto e convertirla con una degna succeditrice scopri che quest'anno gli incentivi per la rottamazione non saranno concessi.

Ok, adesso basta, facciamo un po' cambio?

Instant karma #12

Risposi che non potevo assumermi la colpa di ciò che non sapevo d'aver commesso e che se intendeva spiegarmi il motivo di quell'odio feroce, durato anni, e sospettavo non fosse ancora sopito del tutto, ero disponibile a rivedere le mie azioni.
Il discorso fu troncato sul nascere, Barbara sorrise, mi porse una delle riviste che le aveva prestato un'infermiera e si immerse nella lettura.
Qualcosa stava cambiando
Iniziammo con piccoli passi, semplici cortesie come augurarci buona giornata e chiederci reciprocamente come andava, condividevamo la passione per una fiction trasmessa dopo pranzo e un varietà del sabato sera.
Ero decisa a mostrarle tutta la mia buona volontà e piano piano Barbara si aprì.
Intanto i giorni passavano, i medici ci informavano delle nostre rispettive condizioni sempre in sede separata, non avevo idea di come procedesse, mi fidavo di quello che mi raccontava.
Camilla ne sapeva ancora meno.
Da quando c'era stato un avvicinamento tra noi le informazioni sul suo stato di salute erano diventate sempre più rade.
Una mattina si presentò un medico che non avevo mai visto, un viso particolare, lo sguardo intenso, era il primario di psichiatria e cercava Barbara.
All'inizio la cosa m'inquietò. Pensai che con il cambiamento del nostro rapporto fosse scattato qualcosa e che questa ingerenza potesse spingerla a chiudersi di nuovo, poi venni a sapere che il
consulto era stato richiesto specificamente da lei e mi tranquillizzai.
Barbara entrò nella stanza al ritorno da una serie di esami e approfittando del mio turno in radiologia e compagnia cantanti, sostenne un lungo colloquio con lo psichiatra.
Quando tornai non era a letto. Nel frattempo vennero a trovarmi degli amici del mare, una collega con il marito, una vicina di casa e il tempo trascorse.
All'ora di cena Barbara non era ancora tornata. Chiesi informazioni alla capo sala. Rispose di non averla vista al cambio turno. Avevo uno strano presentimento così chiamai Camilla per chiederle se l'aveva sentita Nessuna notizia. Rientrai in camera e sentii la sua presenza in bagno. Quando uscì mi guardò come se mi vedesse per la prima volta, dagli occhi si staccarono due lacrime come minuscole perle di vetro. Andò a dormire senza proferire parola.
Solo più tardi, mentre avevo la sensazioneche stesse piangendo sommessamente, ma non avevo il coraggio di chiederle nulla, a mezzavoce disse "Non è stata colpa tua"

CONTINUA....
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Instant karma #11

Tornai a letto mentre Barbara dormiva placidamente e iniziai a riflettere.
Mi rivolgeva a malapena la parola, non avrei dovuto essere invadente o aggressiva, avevo intenzione di adoperarmi per rendere il suo soggiorno coatto un po' più piacevole; chiamai mio padre e chiesi di portare un televisore in sostituzione del piccolo portatile che guardavo con gli auricolari quando Barbara mi ignorava.
Ero ricoverata da 41 giorni, lei da 65.
Mentre aspettavamo il giro degli infermieri per la somministrazione dei farmaci mi voltai e dissi
"so che non sono affari miei e che penserai "guarda questa, le rivolgo la parola da 10 minuti e già inizia a martellarmi"
Barbara mi guardò incuriosita e disse:
"Io non ho parlato, stai facendo tutto tu!"
Presi coraggio e sparai a bruciapelo:
"perchè non hai detto a nessuno che sei ricoverata?"
"cosa ti ha detto Camilla?"
"non c'era bisogno di dire niente, in tutto questo tempo non è venuto nessuno a trovarti e la cosa mi sorprende, insomma, ricordo che avevi tante amiche"
"l'unica vera amica è Camilla"
"ok, ma i tuoi genitori, tuo fratello?"
"lavoro fuori città, vivo sola da anni, siamo abituati a non vederci, da qualche tempo i miei si sono trasferiti nella casa in campagna e Marco è in trasferta in Norvegia. E' ordinaria amministrazione sentirsi al telefono o per email"
"In certi momenti bisognerebbe aver vicino la propria famiglia"
"Nell'ultimo anno mi sono sottoposta a diverse cure, quando mi hanno ricoverato ho chiesto una aspettativa al lavoro. Non lo sa nessuno. Non voglio che i miei si preoccupino"
Avrei voluto chiederle di più ma temevo di farla chiudere a riccio. Non sapevo cosa aggiungere. Sorrise, si alzò ed uscì dalla stanza.
La conversazione era finita.
Nel pomeriggio, quando vide il televisore sul tavolino, fu lei ad iniziare il discorso.
"Stai forse cercando di rimetterti a posto col karma?"

CONTINUA
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