venerdì 16 aprile 2010

♫ # 65


in ascolto "Sleeping satellite" Tasmin Archer

pulizie di primavera # 1 round


ieri ho passato in rassegna tutte le scatole di scarpe presenti nello sgabuzzino, praticamente il magazzino di un calzaturificio, alcune non ricordavo neanche d'averle! ne ho buttate via 4 paia.
Il Principe
riguardo gli accessori (borse e scarpe) ha questa regola aurea: un paio entra e un paio esce!
mi sono portata avanti con gli acquisti di primavera

giovedì 15 aprile 2010

Instant karma #38

Non ho ancora un quadro preciso ma inizio a farmi un'idea di chi sono e cosa faccio nella vita.
Non ho chiesto uno specchio, non so che aspetto ho, non so che giorno è. Il tempo si è fermato. Passano settimane oppure giorni, ci sono spazi temporali vasti, e buchi neri nella memoria, salti nel futuro e riavvolgimenti di nastro. Sto cercando di immagazzinare più informazioni possibili per tracciare un profilo, ogni tanto mi sfugge la logicità dei pensieri, un ricordo mi confonde e scompagina quello che ho elaborato finora. Non mi perdo d'animo, aspetto paziente il cantastorie del giorno, chiunque possa fornirmi un'indicazione, un segno. A proposito mi giro per vedere come sta la vicina, che ha la presenza di un soprammobile. Tanto per cambiare è voltata tre quarti verso la finestra. Ha i capelli spettinati, hanno preso la forma del cuscino. Probabilmente si sente osservata, si gira verso di me e saluta educatamente. Questa poi! Camilla?! Sono sorpresa, emozionata, incuriosita, non riesco a trattenere l'eccitazione. Sapevo di non averla inventata!
- Come stai? Che ci fai qui?
Mi guarda, come se fossi dipinta di blu e non me ne fossi accorta.
- Secondo te?
Bè, è comprensibile, non siamo in una Spa, però mi aspettavo un po' meno astio e più partecipazione, la sto cercando da.....quant'è che sono qui dentro?
- Sono contenta di vederti.
Fa una smorfia poi si riprende.
- Scusami se non ricambio il tuo entusiasmo.
Mi da le spalle e accende l'Mp3. Non ha voglia di parlare, l'ha dimostrato chiaramente.
Non demordo, lei è la chiave, deve esserlo!
- Camilla, puoi spegnere un attimo quell'affare?
- Come mi hai chiamato?
Dimenticavo che qui abbiamo mischiato le carte ad arte, chissà qual è il suo nome!
- Scusa, sono un po' confusa, avrei bisogno di farti alcune domande, se non ti spiace...
Lo so, le spiace, eccome, ma io ho un obiettivo e fino a quando non l'avrò raggiunto non ho intenzione di mollare. Toglie gli auricolari, li avvolge intorno al lettore e si gira completamente dalla mia parte. Mi osserva con l'unico occhio a disposizione, visto che l'altro è coperto da una benda.
- Quindi sei contenta di rivedermi!
- Sì, bè, non in questa circostanza, però mi fa piacere...
Azzardo, non so dove andremo a parare.
- Sono sorpresa di trovarti qui, ero convinta che l'avessi sfangata.
- Eh, no...come vedi, tu piuttosto?
- Recidiva, è previsto un altro intervento martedì, quando si dice la sfiga! due su due!
Il mio sguardo dev'essere trasparente come un cristallo.
- Non ti ricordi di me, vero?
- Sì, del tuo viso, e della tua voce, solo che non sono sicura di chi tu sia in realtà.
- Giulia. Frequentavamo lo stesso medico.
- Vuoi dire che uscivamo con lo stesso uomo?
- Ma dai, no, eravamo in cura dallo stesso neurologo.
L'ho fatta ridere. Un punto a mio favore.
- Ah, mi sembrava strano! Questo quando succedeva?
- Due anni fa. Io ero in cura post operatoria, tu avevi i primi sintomi
- Io ho un ricordo di te con un abito da sposa. Ti sembrerà ridicolo e scusami fin d'ora se ti chiederò qualcosa di assolutamente assurdo. Sono stata al tuo matrimonio?
- Questa conversazione l'abbiamo già avuta. O meglio, mi avevi riconosciuto in una foto esposta da un fotografo, non era il mio matrimonio, facevo la fotomodella e quello era un servizio per un atelier di abiti da sposa.
- Giulia. Scommetto che hai una villa!
Dio o chi per lui si starà divertendo un mondo a complicarmi la vita
- No, però se vincessi al supernalotto mi piacerebbe comprarne una col parco.
- Nel periodo che frequentavamo questo medico...
- Bollani, è uno dei migliori.
- Ah! non l'ho mai visto, parlo sempre con Berti!
- Berti, mi ha operato lui. Brava persona, molto disponibile.
- Dicevo, quando ci siamo conosciute, come dire...siamo diventate amiche?
- Amiche è un parolone, diciamo che la miseria spesso accomuna.
- Voglio dire, ti ho mai confidato qualcosa sul disturbo...
- Sì. Non ti ricordi neanche questo?
- No. Il medico ha provato a spiegarmi, ma mi sconnetto ogni volta che qualcuno ci prova, non so se non voglio farmi influenzare o forse ho troppa paura di sapere. Dimmi, sono tanto diversa da quando mi hai conosciuto?
- A parte i capelli no, identica.
- Hai detto che pensavi l'avessi...
- Sfangata, che la radioterapia fosse sufficiente per risolvere il tuo problema. E' evidente che mi sbagliavo...
Il mio tono di voce da curioso è diventato supplichevole.
- Puoi aiutarmi a ricordare qualcosa in più?
- C'è un particolare, che mi aveva colpito molto. Nel tempo ci ho ripensato diverse volte. Mi avevi raccontato d'aver avuto un'infanzia terribile, che ti eri portata dentro un macigno per anni e quando eri riuscita finalmente ad eliminarlo avevi scoperto di essere malata. Aspetta, mi sembra che la frase fosse "ci ho pensato per così tanto tempo che alla fine mi è esploso in testa. Fottuto karma!"

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♫ # 64


in ascolto "i love you" Tanita Tikaram

[lavoro] #6


ecco perchè non dovrei neanche rientrare in ufficio

lo scazzo perdura

pigrizia


sono abituata a muovermi in moto, con qualsiasi condizione atmosferica, vado ovunque nel più breve tempo possibile, è come una protesi! ieri l'ho portata in officina a fare il tagliando, oggi sono andata al lavoro a piedi.
Due passi e mi sono venuti i crampi ai polpacci!

*


In questo inverno che sembra non volerci abbandonare, dopo mesi di serate intabarrate in pigiamoni di flanella, calzettoni e plaid di pura lana vergine (che immagine sexy!) ipnotizzate dal tubo catodico, ci siamo accordate per un'uscita solo donne. Barbara, in ferie per qualche giorno ha lasciato il Piemonte per respirare un po' di iodio marino. Federica ci ha raggiunto in moto, dopo la lezione di power yoga. Abbiamo cenato in un circolo culturale a dieci passi dal mare, in una piazzetta che ricorda quella dei Pescatori di Varigotti. Scofanata di pesce (dalle alici come antipasto al filetto d'orata) un dolcetto che scendeva come olio, sorbetto al limone, croccante di sesamo, digestivo alla liquirizia. Siamo uscite gonfie come palloni aerostatici. Ma quante risate! Bella serata. Ne avevo proprio bisogno. Da rifare!

♫ # 63


in ascolto "Fast car" Tracy Chapman

mercoledì 14 aprile 2010

Maledetta primavera


diamo la colpa alla stagione
mi sveglio sempre alla stessa ora, solo che per farmi alzare dal letto occorre un'autogru!
bevo meno caffè e per contro ho più scazzo di quando ne bevo litri, oggi prendo due ore di permesso per sbrigare faccende che non voglio relegare al weekend, compresa la fila in posta per pagare un'utenza e il primo tagliando della moto. Stasera esco a cena con le amiche.
Sarà un massacro e domani servirà un defibrillatore, anzichenò!

♫ # 62


in ascolto "All around the world" Lisa Stansfield

martedì 13 aprile 2010

Instant karma #37

La chiacchierata con Francesca è stata senz'altro illuminante ma mi ha fiaccato. Chiedo un po' di thè all'infermiera, non faccio tempo a berlo che scivolo nel buio. Sonnecchio per ore. Sento voci intorno, sono tutta indolenzita. La mano sinistra è completamente addormentata, come se un elastico troppo stretto non permettesse la circolazione; c'è un ago a farfalla con una cannula inserita, una flebo centellina un liquido trasparente. Nella stanza non c'è nessuno. Vorrei andare in bagno. Aspetto l'inserviente e le chiedo se mi stacca questa dozzina di tubi per lasciarmi granchire le gambe. Giunge in mio aiuto l'infermiera scorbutica, oggi sembra di buon'uomore. alla mia richiesta mi guarda con gli occhi a mezzz'asta, deve domandare l'autorizzazione al medico! Ora che ci penso non mi sono ancora mossa dal letto. Le infermiere mi lavano regolarmente, non scenderò in particolari per descrivere come effettuo i bisogni, ma non mi sono alzata in piedi una volta. Con la mano destra afferro il lenzuolo e scopro le gambe. Lunghe e secche, bianco latte. Sembrano quelle di un manichino. Sul ginocchio sinistro c'è una cicatrice. Non è recente. Sembra un ricordo di guerra. Le muovo. Scampato pericolo, non sono paralizzata. L'infermiera è evaporata, oppure è stata sequestrata nel corridoio? entra l'inserviente col camice viola. Sta accompagnando al letto una ragazza. Un momento, che fine ha fatto Beatrice? Apprendo che é stata dimessa l'altro ieri. Dovevo essere narcotizzata pesantemente per non accorgermene. Neanche il tempo di dispiacermi e la ragazza accanto mi rivolge un sorriso di circostanza. Ha una benda sull'occhio, i capelli raccolti. Si sdraia nel letto prende un lettore mp3 dal cassetto, infila gli auricolari e si eclissa nel suo mondo. Bene, non avevo voglia di fare conversazione. Aspetto il prossimo personaggio che mi aiuterà a ricostruire il mio mosaico personale. Entra Claudia, dalla borsa spunto un quotidiano, sarà paradossale ma non voglio sapere che giorno è! Si avvicina, mi versa l'acqua in un bicchiere, accomoda la sedia accanto al mio comodino, tra il muro e il letto. Sa che potrà rispondere solo ad alcune domande, il resto dovrò aggiungerlo io, pezzo per pezzo. Sembra pronta!
- Da quanto ci conosciamo?
- Pressapoco sette anni.
Ecco affiorare un flash di Claudia, taglio e colore di capelli diversi, più disinvolta, quasi sfacciata. Una vita fa. Adesso sembra sua zia!
- Uscivi con il mio collega copywriter, Fabrizio.
- Bei momenti!
- Ti ho presentato io a Francesca!
- Esatto.
In un fotogramma io e Francesca litighiamo. Disapprovazione. Seguono istantanee di me furiosa con Claudia, e ancora con Francesca mentre cerco di evitare a Matteo un inutile dolore.
- Non sono omofoba, ero dispiaciuta che Francesca lasciasse Massimo per te. Non volevo che il bambino soffrisse.
Annuisce e prova a spiegare
- Con Fabrizio era una storia senza importanza. Prima di Francesca non avevo mai avuto una relazione con una donna. Lei neppure. Abbiamo iniziato a frequentarci in amicizia, lei e Massimo avevano seri problemi. Ci siamo innamorate. All'inizio hai fatto fuoco e fiamme, non credevi nella nostra storia, Matteo era piccolo, pensavi che io fossi una rovinafamiglie, poi hai visto come stiamo, come è sereno il bambino con noi, e hai accettato la situazione.
Francesca mi ha provocato per indurmi a ricordare.
- Ti confesserò una cosa ma spero che non la userai contro di me. Ogni volta che mi sveglio aggiungo un pezzo e ne perdo un altro. Ho paura di domandarti da quanto sono qui.
- Credimi, hai tutta la mia comprensione. E' stata una battaglia lunga. Devi avere ancora un po' di pazienza.
- La famosa lettera? Quando pensate di darmela?
- Hai chiesto che ti fosse consegnata ad un certo punto. Non siamo ancora arrivati a quel punto.
- Parlando per metafore, dista tanto la meta?
- Hai bisogno di fare ancora un po' di chiarezza, ma sei in dirittura d'arrivo

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♫ # 61


in ascolto "You remind me" Usher

[cinema] Legion


prima di commentare questo film (recensire è un parolone) occorre una precisazione: sono affascinata da tutto ciò che soprannaturale. Vampiri, demoni, licantropi, ectoplasmi e compagnia cantante. Seguace dagli albori di Supernatural (se non lo conoscete vi consiglio la visione) con una particolare simpatia per l'arcangelo Gabriel interpretato da Christopher Walken (quanto amo quest'uomo) ne L'ultima profezia, non potevo farmi scappare questa perla della cinematografia. Spero si sia colta l'ironia nell'ultima frase!
Paul Bettany, eccellente Sylas ne Il codice Da Vinci veste i panni dell'arcangelo Michael. Il signore re dei cieli, stanco dell'ennesimo eccesso dei suoi figli decide di punirli in modo risolutivo, visto che il diluvio come monito non era stato abbastanza efficace, invia i suoi emissari alati a praticare uno sterminio di massa; il suddetto arcangelo, fedele soldato inviato in missione, in totale disaccordo con i progetti del padre, al punto da accapigliarsi col fratello Gabriel, interpretato da maschera di ghiaccio Kevin Durand, già detestato oltremodo in Lost, si schiera con gli umani, Originalissimo! si allea ad un gruppo di sfortunati che si trovano random a dividere lo stesso destino in the middle of nowhere e lotta contro una marea di zombies, armato fino a denti che Rambo in confronto era una caccola, e da luogo ad una sparatoria senza soluzione di continuità che i primi cinque minuti pareva lo sbarco in Normadia in Salvate il soldato Ryan, tutto per permettere ad una giovane cameriera all'ottavo mese di gravidanza di partorire il bambino che darà all'umanità una nuova speranza di redenzione. Che colpo di scena! In certi tratti rifà pure il verso a Terminator. Per favoreeeeeeeeee. Sorvolando sull'effetto trottola di Gabriel durante la lotta e sulla battuta scontata come i saldi Coop*, IMAO una cacata immane!

* protagonista all'arcangelo "Quando ti rivedremo?"
l'arcangelo risponde "Abbi fede"

lunedì 12 aprile 2010

troubles


che amicizia e lavoro spesso collimano ma non sempre sono una buona idea credo si sia evinto dal primo post che ho scritto sul mio lavoro, nell'ultimo periodo mi sono sforzata ma la soglia di tolleranza è andata ben oltre la linea di demarcazione.
io e la collega iniziamo davvero ad andarci strette

[pensieri]


La prima cosa che ti insegnano a pugilato è mantenere sempre la guardia alta e non scoprire il fianco. Nella vita è la stessa cosa. Devi sempre proteggerti, e colpire per primo per non essere colpito. Il Principe, è della stessa scuola di pensiero, da sempre considerato ermetico, non da molta confidenza: mille conoscenti, pochi amici, quelli veri? si contano sulle dita di una mano. Le persone ti feriscono, volenti o nolenti, prima o poi succede, per questo non concede molto di sè. Lo fa sentire inattaccabile. Meno cose sanno di te, meno cose potranno usare contro di te. Lui sa come difendersi, lui non scopre il fianco. Io devo ancora imparare. Di me sapete poco, quello che scrivo in questo piccolo spazio. Libri, film, serie tv, scazzi lavorativi. Di me, in realtà non sapete niente, della mia vita vera qui c'è davvero poco. Comincerò a parlarvene un po', se avrete voglia di ascoltare...

domenica 11 aprile 2010

sabato 10 aprile 2010

Instant karma #36

- Sei ostile o è una mia impressione?
Una sfinge.
- Se siamo davvero amiche perchè sei così evasiva?!
- Mi sto attenendo scrupolosamente agli ordini del medico. Devi sforzarti di recuperare la memoria da sola. Se ti imbeccassi sarebbero ricordi indotti. Quello che credi cattiveria è il mio modo di aiutarti.
Sono confusa e perplessa.
- Ti posso assicurare che siamo amiche, io ho un lavoro, un'attività da mandare avanti e una famiglia a cui pensare, eppure trascorro ore qui in ospedale, avrebbe senso tutto questo se tra noi non ci fosse un legame?
- Non chiederlo a me, faccio fatica a ricordare cos'ho mangiato!
Francesca sostiene lo sguardo. Mi rifletto nei suoi occhi e ho un flash di pochi secondi in cui mi vedo consegnarle una busta, e lei, piangendo annuisce senza parlare. Le ho chiesto io di comportarsi così. Sta rispettando un patto siglato prima del mio intervento. Ora capisco il suo atteggiamento, quasi mi spiace di averla detestata.
- Devo farti delle domande, spero di averti autorizzato in anticipo a rispondermi.
Le scappa un sorriso involontario.
- Ho in testa immagini confuse, nomi, situazioni. Dovresti aiutarmi a ricollocare i ricordi nel giusto ordine. Io proverò a dirti cosa mi viene in mente.
- Spara!
Ecco la mia ragazza!
- Togliendo dal quadro Camilla, e la fantomatica Alice di cui non volete assolutamente parlare, ho un ricordo di un bambino biondo, avrà cinque/sei anni. Adora il gelato al cioccolato e da grande farà il pompiere come suo padre! Di cui però non ricordo nè nome nè la faccia
- Matteo! Mio figlio. Ne compie sette a maggio. E' il tuo figlioccio. Il padre si chiama Massimo, per tutti l'innominato.
- Matteo. Ecco chi era! Pensavo si chiamasse Gionata...
Le scappa uno sbuffo.
- Come Gionata Perlini? la tua prima cotta alle scuole medie! Hai sempre detto che se avessi avuto un figlio lo avresti chiamato così!
E' come un grande mosaico dove le tessere sono state buttate a caso. Devo toglierle una per una e metterle al loro posto.
- Abito con i miei genitori oppure ho un appartamento mio?
- Ehi, quanti anni credi di avere? Abiti da sola da almeno dieci anni. Nella zona più signorile, aggiungerei.
- Ho un ficus benjamin alto due metri in ingresso!
Questa è un'affermazione, ricordo perfettamente.
- E una kenzia enorme in soggiorno. Una cucina con isola, un soppalco in camera da letto e un bagno che sembra una pista da pattinaggio.
Francesca mi guarda sbalordita.
- Che lavoro faccio?
- Copywriter. In una delle agenzie pubblicitarie più quotate della città.
Non so per quale motivo ma non ho bisogno di ulteriori delucidazioni in merito.
- L'art director si chiama Andrea, ai tempi della scuola lo chiamavamo nerd, adesso è un genio e ci costa un occhio della testa!
Lei annuisce cercando di trattenere l'emozione.
- E...diciamo, ho qualcuno accanto?
- intendi un uomo?
- eh, non so, uomo, donna, a questo punto potresti dirmi ciò che vuoi, ti crederei sulla parola!
- sei etero, hai avuto diversi flirt, due fidanzati seri, l'ultimo è stato Marco. Lo hai lasciato quando hai scoperto...
- ho capito. Questo risale a...?
- l'anno scorso. Ci sono stati altri accompagnatori occasionali, nulla di serio, la priorità era guarire poi saresti tornata a cercare Marco, se ti avesse ancora voluto.
- Vuoi dire che non sa del...
- Assolutamente. Non se ne sarebbe mai andato se ti avesse saputo malata. Hai preferito ferirlo a morte dicendogli che lo avevi tradito con il suo migliore amico, che poi tanto amico non era, considerato il numero di volte in cui ci ha provato davvero con te.
- Ah. Non mi facevo così cinica.
- A noi hai sempre detto che lo hai fatto per amore, e abbiamo finito per crederci.
Inutile pausa di riflessione, la mia memoria è settoriale, tutto ciò che è emotivamente topico è un buco nero.
- Davide?
- Davidino?
- Lui! Ero sicura che esistesse. Perchè non è mai venuto a trovarmi?
- Mi hai vietato di dirgli del tuo ricovero. Vive e lavora a Londra, ti crede in Thailandia, verrà in estate e si fermerà un mese come al solito, periodo in cui voi due sparite sempre non si sa dove.
- Tu che lavoro fai?
- Architetto. Pantografo e carta millimetrata sono il mio pane.
Le brillano gli occhi pronunciando quelle parole e mi ricordo di lei a scuola, ad applicazioni tecniche, mentre disegna un'assonometria cavaliera.
Come funziona questa memoria?
- Claudia?
- Insegna alle scuole medie. Materie umanistiche.
- Ho un cane? un gatto? un canarino?
- No su tutta la linea, sei allergica al pelo dei cani, anni fa quando uscivi con Rusty il selvaggio volevi prendere un'iguana, fortuna che te l'ho impedito!
- Con chi stavo?
- Lascia stare, non perdi niente di vitale, anzi, meglio se non te lo ricordi!

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venerdì 9 aprile 2010

♫ # 59


in ascolto "Runaway train" Soul asylum

♫ # 58


in ascolto "Closer to you" The Wallflowers

[esclamazioni!] i soldi non fanno la felicità, pensa non averli


ieri pomeriggio ho fatto un estratto conto e mi sono atapirata subito, oggi ho ricevuto la busta paga, l'aumento contrattuale questo mese prevede 28 euro lordi in più
non so davvero come spenderli!

ma vaffancuore