L'iPhone vibrò sul tavolo, Flavio guardò il display poi rivolse un'occhiata al fratello trattenendo un sorriso.
- Bea? sul serio?
Adriano scolò la pasta, appoggiò la pentola sul fornello e si voltò verso Flavio facendo un cenno perchè gli passasse i piatti.
- Non sto giudicando, semplicemente pensavo che non fosse il tuo tipo.
- Cosa ne sai tu di chi è o non è il mio tipo.
Scherzò condendo la pasta.
- Se non sbaglio lei e Vittoria sono molto legate...
- Non trarre conclusioni affrettate. Le cose non stanno come sembrano.
- Ah no? la migliore amica della tua ex ti chiama a mezzanotte, come stanno le cose?
- Non credi all'amicizia tra uomo e donna?
- Francamente no.
- Solo perchè tu te le ghiandi tutte non vuol dire che io sia come te. Passami il telefono.
Adriano tese la mano per farsi porgere il cellulare.
Cosa vorrà a quest'ora quella stordita? Pensò tra sè.
- E' stata una giornata pesante per tutti, perchè sei ancora sveglia?
Udì rumori confusi, un suono soffocato, guardò l'apparecchio e si accorse che era una videochiamata. Allontanò il display per vedere meglio; non riuscì a capire cosa stava succedendo. In primo piano Beatrice che parlava sottovoce, e tentava di mostrare dietro di lei, al buio, Vittoria sdraiata, che si agitava nel sonno. Basito girò il telefono per far vedere la scena a Flavio.
- Sono da Vic, nella vostra casa, mi sono addormentata di schianto più di un'ora fa, adesso mi sono svegliata e l'ho trovata così.
- Che succede? non riesco a vedere.
Beatrice spostò il cellulare per inquadrare l'amica. Un'immagine inquietante. Coperta da una trapunta chiara Vittoria giaceva distesa sul futon, immersa in un sonno profondo, si muoveva, con impercettibili scatti nervosi, e sembrava pronunciasse qualche parola, come un ritornello.
- Non lo so, credo stia sognando, ho i brividi, e sai che non mi spavento facilmente.
- Cosa fa di strano? perchè sei sconvolta?
- Parla nel sonno, si agita, ride, piange, ha una voce che sembra la bambina dell'esorcista, non so che cazzo fare! non voglio restare sola con lei.
- E' uno scherzo?
Domandò Flavio confuso. Adriano scosse la testa.
- Stai calma e non svegliarla per nessun motivo.
- Ti avverto, se si alza e comincia a camminare per casa io scappo a gambe levate.
- Ascolta cosa dice, e aspetta che si svegli da sola.
- Puoi venire qui subito? per favore.
Il tono supplichevole colpì Adriano.
- Non credo che le farebbe piacere trovarmi lì al suo risveglio, non stasera, tantomeno in quella casa.
- Non te lo chiederei, credimi. Se avessi potuto avrei chiamato le ragazze, non ho idea di cosa le stia succedendo, non so gestire questa situazione. Aiutami!
Flavio vide negli occhi di Bea l'apprensione e l'impotenza, e prese la situazione in mano
- Non andare nel panico. Arriviamo, un quarto d'ora al massimo.
Beatrice, appoggiata allo stipite della porta, ad un paio di metri di distanza osservava Vittoria con preoccupazione. Sul display del cellulare i minuti che la separavano da Adriano e Flavio sembravano non esaurirsi. Udì distintamente una parola che aveva già ripetuto. Si avvicinò per ascoltare meglio, un movimento la fece sussultare, strinse il telefono spaventata, a quel punto le venne l'idea di filmarla.
CONTINUA
venerdì 3 dicembre 2010
mercoledì 1 dicembre 2010
Wikileaks to be continued - Dagli amici mi guardi dio, che dai nemici mi guardo io
Julian Assange, per chi vive in una grotta è il fondatore del famigerato sito Wikileaks, mentre è ricercato dall'Interpol ed è nel mirino di tutte le maggiori potenze mondiali, promette rivelazioni al fulmicotone, gli americani sembrano spaventati*, tra le altre cose la signora Clinton esclama che Berlusconi è il miglior amico USA
* mi domando il motivo di tanta paura, non hanno ancora scoperto chi ha ucciso veramente il presidente Kennedy!
* mi domando il motivo di tanta paura, non hanno ancora scoperto chi ha ucciso veramente il presidente Kennedy!
*
martedì 30 novembre 2010
geometrie esistenziali e altre porcherie nazional popolari
Un quotidiano d'informazione che parla della dipartita di Mario Monicelli e accosta la notizia al triangolo amoroso nella casa del grande fratello, non dovrebbe essere mandato in onda, ma tant'è!
lunedì 29 novembre 2010
[cinema] Take it Easy (A)
Nel lontano maggio è stato amore al primo trailer, l'ho aspettato fino a che il buon Marco l'ha recensito, stanotte ho scatenato il mulo e finalmente l'ho visto! é divertentissimo. Protagonista Emma Stone molto carina e davvero incontenibile. Penn Badgley è Dan Humphrey (Gossip Girl) come Lisa Kudrow è Phoebe Buffay (Friends) e Dan Byrd è Travis Cobb (Cougar Town) nel senso che praticamente interpretano personaggi analoghi a quelli dei loro serial, e nel contesto non è male, mentre chi si discosta è Alyson Michalka che preferisco in Hellcats (ma neanche tanto!), bigotta e psicotica al punto giusto Amanda Bynes (prima che smettesse di recitare, peccato era un talento!) esilarante Cam Gigandet che qualcuno ricorderà vampiro cattivo in Twilight, qui in un ruolo da morigerato/represso, simpatico Thomas Haden Church (l'unico che mi ha fatto vedere fino alla fine "all about Steve" con Sandra Bullock) nel ruolo del professore, formidabile la mamma interpetata da Patricia Clarkson. Una speciale menzione a Stanley Tucci, uno dei migliori caratteristi in circolazione. Lacrimuccia per il riferimento ai gloriosi film di John Hughes (miei cult personali). SCACCIAPENSIERI
Il pozzo dell'anima - 35
Beatrice iniziò a parlare in fretta per non darle modo di chiuderle la porta in faccia
- la Orlandi è psicotica, tra me e Adriano non c'è niente di più di una semplice amicizia per proprietà transitiva, è vero che ci siamo visti in questi giorni, ma era per parlare di Tiziano Rivolta, so di aver sbagliato, avrei dovuto parlarne prima con te, ho pensato che ci fosse un modo per migliorare la tua vita e mi sono sentita in dovere di fare qualsiasi cosa. Tu, Emma e Carla siete le mie sorelle, non potevo lasciare le cose come stavano. E per chiarire, non gli ho telefonato io, si è presentato da solo, non so come sapesse di Paola.
- l'ho chiamato io.
Vittoria pareva calma e Beatrice si tranquillizzò.
- Non sono arrabbiata per la faccenda di Sabrina, non crederei mai a lei, a nessuna cosa che può uscire da quella bocca, tantomeno che tu possa farmi una carognata simile, se avessi saputo che avevi parlato con Adriano le avrei risposto a tono, invece mi ha colto di sorpresa, e questa cosa l'ha fatta godere, quello mi ha scazzato non poco, oltre al fatto che lui mentre gli raccontavo della nostra discussione, era una maschera di ghiaccio, come se non sapesse niente. Dopo aver passato nove anni insieme a lui mi è sembrato di non conoscerlo affatto e quello mi ha fatto andare via di testa.
- Cosa volevi che ti dicesse? continuava ad insistere perchè ti chiamassi, mi diceva di chiarire, ma aspettava che fossi io a farmi avanti, non siamo mica adolescenti, che c'è bisogno di un tramite per fare pacetta. E poi avrà pensato che qualsiasi cosa facesse tu l'avresti presa nel modo sbagliato. Comunque sono qui per scusarmi, adesso mi fai entrare?
Sedute sul futon in soggiorno le due amiche si guardarono con tristezza.
- Bea, riesci a credere che Paola, che ci faceva i biscotti al cioccolato al sabato pomeriggio, che ci ha preparato i costumi l'anno che abbiamo vinto la gara al Carnevale estivo ...
- che mi ha accompagnato a dire ai miei che mi avevano rimandato in due materie in terza liceo, e mi ha truccato la prima volta che sono uscita con Giorgio se n'è andata oggi? no, è una cosa che non riesco a comprendere, e sono ore che ci provo! Non oso immaginare Carla e suo padre in quella casa. Non ci voleva proprio.
- i sensi di colpa per la lontananza la distruggono, voleva prendere l'aspettativa, in questi giorni doveva parlarne con suo capo.
- Emma?
- a casa, le ho chiesto se voleva venire da me, era distrutta, non aveva voglia di parlare.
- tu piuttosto, perchè sei ancora qui, pensavo dovessi consegnare le chiavi!
- mi hanno dato ancora due settimane, non avevo voglia di andare dai miei. Ti faccio un thè?
- volentieri.
- adesso dimmi tutto quello che non mi hai raccontato in questri tre giorni.
- esumeranno il cadavere di Tiziano.
A bruciapelo.
Vittoria si girò di scatto all'indirizzo di Beatrice che continuò:
- Se troveranno elementi validi apriranno un'indagine, per ora io sono la fonte segreta del tuo ex, e se va come deve andare le cose rimarrano così, e cercheranno di capire chi ha ucciso Tiziano.
- la seconda opzione qual è?
- sono ottimista e credo non ci sia una seconda opzione.
- parla per te, io invece sono pessimista e vorrei sapere l'alternativa.
Messa alle strette Beatrice aggiunse sottovoce.
- a quel punto fatto il mio nome verranno a sapere anche il tuo, quindi tu dovresti fare in modo di ricordare esattamente come sono andate le cose, motivo per cui ho già trovato uno psichiatra rinomato, disponibile per effettuare un'ipnosi regressiva.
Vittoria guardò l'amica senza parlare, si alzò ed entrò in cucina. Beatrice era convinta che si stesse inalberando e cercasse, nel suo particolare modo zen, di smaltire l'arrabbiatura concentrandosi su operazioni manuali. Vittoria invece considerò l'evoluzione della faccenda e pensò che forse la soluzione dei suoi problemi era a portata di mano.
CONTINUA
- la Orlandi è psicotica, tra me e Adriano non c'è niente di più di una semplice amicizia per proprietà transitiva, è vero che ci siamo visti in questi giorni, ma era per parlare di Tiziano Rivolta, so di aver sbagliato, avrei dovuto parlarne prima con te, ho pensato che ci fosse un modo per migliorare la tua vita e mi sono sentita in dovere di fare qualsiasi cosa. Tu, Emma e Carla siete le mie sorelle, non potevo lasciare le cose come stavano. E per chiarire, non gli ho telefonato io, si è presentato da solo, non so come sapesse di Paola.
- l'ho chiamato io.
Vittoria pareva calma e Beatrice si tranquillizzò.
- Non sono arrabbiata per la faccenda di Sabrina, non crederei mai a lei, a nessuna cosa che può uscire da quella bocca, tantomeno che tu possa farmi una carognata simile, se avessi saputo che avevi parlato con Adriano le avrei risposto a tono, invece mi ha colto di sorpresa, e questa cosa l'ha fatta godere, quello mi ha scazzato non poco, oltre al fatto che lui mentre gli raccontavo della nostra discussione, era una maschera di ghiaccio, come se non sapesse niente. Dopo aver passato nove anni insieme a lui mi è sembrato di non conoscerlo affatto e quello mi ha fatto andare via di testa.
- Cosa volevi che ti dicesse? continuava ad insistere perchè ti chiamassi, mi diceva di chiarire, ma aspettava che fossi io a farmi avanti, non siamo mica adolescenti, che c'è bisogno di un tramite per fare pacetta. E poi avrà pensato che qualsiasi cosa facesse tu l'avresti presa nel modo sbagliato. Comunque sono qui per scusarmi, adesso mi fai entrare?
Sedute sul futon in soggiorno le due amiche si guardarono con tristezza.
- Bea, riesci a credere che Paola, che ci faceva i biscotti al cioccolato al sabato pomeriggio, che ci ha preparato i costumi l'anno che abbiamo vinto la gara al Carnevale estivo ...
- che mi ha accompagnato a dire ai miei che mi avevano rimandato in due materie in terza liceo, e mi ha truccato la prima volta che sono uscita con Giorgio se n'è andata oggi? no, è una cosa che non riesco a comprendere, e sono ore che ci provo! Non oso immaginare Carla e suo padre in quella casa. Non ci voleva proprio.
- i sensi di colpa per la lontananza la distruggono, voleva prendere l'aspettativa, in questi giorni doveva parlarne con suo capo.
- Emma?
- a casa, le ho chiesto se voleva venire da me, era distrutta, non aveva voglia di parlare.
- tu piuttosto, perchè sei ancora qui, pensavo dovessi consegnare le chiavi!
- mi hanno dato ancora due settimane, non avevo voglia di andare dai miei. Ti faccio un thè?
- volentieri.
- adesso dimmi tutto quello che non mi hai raccontato in questri tre giorni.
- esumeranno il cadavere di Tiziano.
A bruciapelo.
Vittoria si girò di scatto all'indirizzo di Beatrice che continuò:
- Se troveranno elementi validi apriranno un'indagine, per ora io sono la fonte segreta del tuo ex, e se va come deve andare le cose rimarrano così, e cercheranno di capire chi ha ucciso Tiziano.
- la seconda opzione qual è?
- sono ottimista e credo non ci sia una seconda opzione.
- parla per te, io invece sono pessimista e vorrei sapere l'alternativa.
Messa alle strette Beatrice aggiunse sottovoce.
- a quel punto fatto il mio nome verranno a sapere anche il tuo, quindi tu dovresti fare in modo di ricordare esattamente come sono andate le cose, motivo per cui ho già trovato uno psichiatra rinomato, disponibile per effettuare un'ipnosi regressiva.
Vittoria guardò l'amica senza parlare, si alzò ed entrò in cucina. Beatrice era convinta che si stesse inalberando e cercasse, nel suo particolare modo zen, di smaltire l'arrabbiatura concentrandosi su operazioni manuali. Vittoria invece considerò l'evoluzione della faccenda e pensò che forse la soluzione dei suoi problemi era a portata di mano.
CONTINUA
domenica 28 novembre 2010
[cinema] The rebound/The Joneses
Madre single con due figli si trasferisce a New York dopo aver scoperto il tradimento del marito, affitta l'appartamento di un giovane dal cuore spezzato e gli chiede di fargli da baby sitter, seguono complicazioni di vario genere. Commedia sentimentale nostalgica e divertente protagonisti una scatenatissima Catherine Zeta-Jones e il simpatico Justin Bartha, scena memorabile con John Schneider (Bo Duke di Hazzard) guest star Art Garfunkel. Molto carino***
Una famiglia, composta da marito e moglie (David Duchovny, Demi Moore), due figli adolescenti: maschio e femmina (Ben Hollingsworth, Amber Heard), appena trasferiti in una cittadina grazie ad una coppia di dirimpettai diventano modelli di riferimento di vicini e conoscenti attratti dal loro stile di vita, dagli oggetti di cui si circondano (auto di lusso, arredi e componenti high tech) gli abiti che sfoggiano e accessori di cui fanno uso. Eppure non è tutto oro quello che luccica:per prima cosa non sono una famiglia vera, non sono nemmeno parenti, bensì 4 colleghi di lavoro e la loro presenza è dettata da una bieca logica di marketing. Proprio i vicini, inconsapevoli complici del loro successo, vengono risucchiati da questa spirale di consumismo fino ad un tragico epilogo. Cinico ed intelligente. Mi è piaciuto****
sabato 27 novembre 2010
Il pozzo dell'anima - 34
Il tempo sembrava essersi fermato in quell corridoio d'ospedale. Uscirono il medico seguito da due assistenti, Carla e suo padre rimasero all'interno della stanza con un'infermiera che aveva seguito personalmente la madre per tutta la malattia. Carla varcò la soglia senza proferire motto, sul suo volto il dolore più grande mai vissuto dall'inizio della loro storica amicizia. Stringeva in mano un foglio di carta filigranata, girò lo sguardo verso il capannello di amici e parenti formato in prossimità della sala d'aspetto e si diresse verso di loro per confermare l'avvenuto decesso della madre. Le amiche capirono. Seguirono abbracci, lacrime, strette di mano e frasi di rito. Il padre di Carla uscì dalla stanza e con lo stesso sguardo lucido e dignitoso raggiunse la figlia e salutò le persone raccolte intorno al loro dolore. Emma non trattenne le lacrime e si infilò nell'ufficio della capo sala per non farsi vedere, Beatrice uscì dal reparto per chiamare i suoi genitori e Vittoria, rimasta da sola nel corridoio andò incontro a Carla. Una volta accanto le strinse la mano senza dire niente e le stette vicino fino a che le persone intervenute non si accomiatarono. L'accompagnò dalla capo sala per ritirare il certificato di morte e la seguì fino alla camera mortuaria. Mentre scendevano nell'atrio Carla disse
- Mia madre ha scritto una lettera, giorni fa, prima del ricovero, prima che tornassi dal Messico, me l'ha consegnata Vera, la sua infermiera.
La voce fu rotta dal pianto.
- Non ce la faccio a leggerla ora. Ho bisogno che lo faccia tu Vic, per favore.
Vittoria annuì.
- Me la darai tra qualche giorno, quando avrò assorbito il colpo.
- Posso fare qualcos'altro per te e per tuo padre? Devi solo dirlo.
- Non abbiamo ancora parlato di questo, la morte di mia madre non era un'opzione, almeno, non per me, non so cosa devo fare con lui, come comportarmi.
- Troverai un modo, tu lo trovi sempre.
Alla camera mortuaria si unirono le amiche, nel frattempo erano giunti anche i loro genitori, l'ex fidanzato di Carla e Adriano.
Più tardi nella casa vuota Vittoria prese la lettera, e iniziò a leggerla.
Ciao bambina mia, questa lettera è per dirti le cose che non sono mai riuscita, perchè eri in viaggio o perchè non ricordavo. C'è un momento nella vita in cui senti che hai fatto tutto quello che dovevi, e anche se vorresti più tempo non puoi esimerti dall'accettare quello che il destino ha preparato per te. Avrei voluto trascorrere la vecchiaia con tuo padre, ha lavorato una vita ed ora che è in pensione avremmo potuto viaggiare, godercela un po', invece il mio destino non è sincronizzato col suo, da quando la malattia mi ha colpito per voi sono stati solo sacrifici e impegni. Sento che la fine si avvicina, non ho paura di andarmene, l'unica cosa che mi rattrista è sapervi addolorati. Vorrei che riusciste ad accettarlo, come ho fatto io. Vorrei che mi lasciaste andare, senza trattenermi. Prima però voglio dirti quando ti voglio bene perchè negli ultimi tempi pur dimostrandolo ce lo siamo dette poche volte; sono fiera di te, della donna che sei, del rispetto che nutri per le persone, per le amicizie che hai creato, per la posizione che hai, sei diventata grande, anche se resterai sempre la mia bambina, e tutto quello che sei lo devi solo a te stessa, e anche se non avrò la fortuna di vedere la tua famiglia sono certa che riuscirai a crearne una solida e felice. Ti auguro di essere sempre serena e circondata da persone che ami e che ti amano, come è accaduto a me. Con amore Mamma.
Vittoria rimase incantata dalle parole di Paola, asciugò le lacrime, sperando di non macchiare il foglio di carta filigranata. Era la lettera d'amore di una madre verso la figlia, più dolce, e sentita che avesse mai avuto l'onore di leggere e sentì sul cuore il peso della responsabilità che le aveva dato l'amica consegnandogliela. Si voltò nella stanza vuota come per cercare un supporto morale quando sentì squillare il campanello. Alla porta trovò Beatrice.
- Pensavo proprio a te!
- Mia madre ha scritto una lettera, giorni fa, prima del ricovero, prima che tornassi dal Messico, me l'ha consegnata Vera, la sua infermiera.
La voce fu rotta dal pianto.
- Non ce la faccio a leggerla ora. Ho bisogno che lo faccia tu Vic, per favore.
Vittoria annuì.
- Me la darai tra qualche giorno, quando avrò assorbito il colpo.
- Posso fare qualcos'altro per te e per tuo padre? Devi solo dirlo.
- Non abbiamo ancora parlato di questo, la morte di mia madre non era un'opzione, almeno, non per me, non so cosa devo fare con lui, come comportarmi.
- Troverai un modo, tu lo trovi sempre.
Alla camera mortuaria si unirono le amiche, nel frattempo erano giunti anche i loro genitori, l'ex fidanzato di Carla e Adriano.
Più tardi nella casa vuota Vittoria prese la lettera, e iniziò a leggerla.
Ciao bambina mia, questa lettera è per dirti le cose che non sono mai riuscita, perchè eri in viaggio o perchè non ricordavo. C'è un momento nella vita in cui senti che hai fatto tutto quello che dovevi, e anche se vorresti più tempo non puoi esimerti dall'accettare quello che il destino ha preparato per te. Avrei voluto trascorrere la vecchiaia con tuo padre, ha lavorato una vita ed ora che è in pensione avremmo potuto viaggiare, godercela un po', invece il mio destino non è sincronizzato col suo, da quando la malattia mi ha colpito per voi sono stati solo sacrifici e impegni. Sento che la fine si avvicina, non ho paura di andarmene, l'unica cosa che mi rattrista è sapervi addolorati. Vorrei che riusciste ad accettarlo, come ho fatto io. Vorrei che mi lasciaste andare, senza trattenermi. Prima però voglio dirti quando ti voglio bene perchè negli ultimi tempi pur dimostrandolo ce lo siamo dette poche volte; sono fiera di te, della donna che sei, del rispetto che nutri per le persone, per le amicizie che hai creato, per la posizione che hai, sei diventata grande, anche se resterai sempre la mia bambina, e tutto quello che sei lo devi solo a te stessa, e anche se non avrò la fortuna di vedere la tua famiglia sono certa che riuscirai a crearne una solida e felice. Ti auguro di essere sempre serena e circondata da persone che ami e che ti amano, come è accaduto a me. Con amore Mamma.
Vittoria rimase incantata dalle parole di Paola, asciugò le lacrime, sperando di non macchiare il foglio di carta filigranata. Era la lettera d'amore di una madre verso la figlia, più dolce, e sentita che avesse mai avuto l'onore di leggere e sentì sul cuore il peso della responsabilità che le aveva dato l'amica consegnandogliela. Si voltò nella stanza vuota come per cercare un supporto morale quando sentì squillare il campanello. Alla porta trovò Beatrice.
- Pensavo proprio a te!
giovedì 25 novembre 2010
[That's entertainment] this is the end, my friend

Ne avevo già parlato qui e qui adesso è finito, davvero!
Kristin carica le valige sulla limousine, sta per partire per l'Europa, Brody passa a salutarla, vorrebbe convincerla a restare, solo ora ha capito d'averle spezzato il cuore, è tardi, ormai lei ha deciso di trasferirsi. Scambiano un bacio, la promessa di rivedersi ed un ultimo sguardo, la ragazza sale in auto con gli occhi lucidi, e lascia dietro le spalle Los Angeles e il suo passato. In sottofondo la versione acustica di Unwritten, una carrellata di immagini dalla prima alla sesta serie, passando da Laguna Beach (il serial che lo generò). L'ultima scena di The Hills si chiude agli Universal Studios dove cameraman e tecnici del suono filmano la macchina che si ferma dopo aver percorso pochi metri, l'attrice scende, corre incontro all'attore, lo abbraccia e scherzano come due colleghi di lavoro mentre gli addetti ai lavori spostano i teloni delle scenografie. E lo chiamavano reality...Tutto falso!
Ecco com'è finito the Hills
mercoledì 24 novembre 2010
se telefonando

il simpatico intervento telefonico avvenuto a Ballarò ieri sera è noto ai più, quello che invece perplime coloro i quali non hanno ancora subito una lobotomia totale è perchè quell'individuo prepotente, arrogante, saccente e presuntuoso, nonchè disonesto in parole, opere e omissioni, è saldato alla poltrona nonostante i tentativi di disarcionarlo ogni 3x2. L'assolo di ieri, senza diritto di replica del povero Floris, col quale aveva già stabilito di rispondere ad alcuni quesiti che attanagliano il popolino, ha fotografato perfettamente la situazione in cui versiamo, ora qualcuno vorrebbe gentilmente ripristinare il senso di realtà del sig. B? nel caso non si fosse accorto di averlo perso del tutto, e da mò!
Il pozzo dell'anima - 33
- Cosa ha detto?
- alla fine niente di rilevante, purtroppo, ha confermato quello che sapevamo già, famiglia umile, gente a posto. E che Tiziano era asmatico o forse allergico. Tu piuttosto, da quanto non fai un sonno tranquillo? hai gli occhi pesti e le borse alla zuava!
- Sei gentile a farmelo notare, ho messo un quintale di correttore e sembro ancora un panda!
- Dovresti riposare un po', prenderti qualche giorno di permesso, staccare la spina.
Vittoria annuì pensierosa, di colpo la mente si proiettò nel passato, un'immagine confusa le si parò davanti agli occhi, un gatto con una chiazza grigia su un'orecchio, in sottofondo un sibilo, un urlo strozzato che la fece trasalire. Emma assitette alla scena e rimase colpita. Di lì a poco si congedò per rientrare al lavoro. Più tardi ne avrebbe parlato con Beatrice e Carla.
---
Rimasta sola in ufficio Vittoria mise da parte i pensieri e si impegnò sulla pratica che le dava filo da torcere. Emma dopo il lavoro raggiunse Carla all'ospedale, quando Bea le andò incontro poche parole veloci riassunsero la giornata.
- Volevo dirti che Vic ha saputo da Sabrina che ti vedi con Adriano, è un po' offesa con te e incazzata con lui, e non sa ancora dell'indagine e di tutto l'ambaradan dell'esumazione, ti dico subito che non voglio esserci quando lo scoprirà. Intesi?
- lo sapevo che quella serpe non avrebbe perso tempo.
- Non è il momento nè il luogo, ne parliamo più tardi. Dimmi come sta Paola?
- Male, i medici hanno detto a Carla e a suo padre di mettere a posto le cose e di prepararsi.
- Così in fretta?
- si è aggravata dopo pranzo, crisi respiratoria, crollo delle piastrine, un macello.
Scambiarono sguardi carichi di tristezza.
- Dobbiamo chiamare Vittoria.
- Senz'altro.
- Ci pensi tu?
Disse Emma supplichevole, spalancando i suoi occhi rotondi.
- Sì, Pollyanna, la chiamo io.
---
Vittoria si attardò in ufficio per evadere le pratiche sospese. Aspettava una chiamata di Carla e quel silenzio le diede una brutta sensazione. Era passata da poco l'ora di cena, quando si accorse di avere il cellulare scarico. Frugò nei cassetti della scrivania della collega, trovò un carica batterie compatibile col suo telefono e inserì lo spinottto. Sul display apparve una bustina. Nei messaggi vocali la voce di Bea le chiedeva di richiamare. Diverse volte. Il tono dell'amica tradiva un'insolita urgenza; richiamò senza esito, provò gli altri cellulari, nessuno raggiungibile, salì in macchina senza cappotto e volò all'ospedale angosciata da un brutto presentimento. Quando arrivò in reparto trovò Emma e Beatrice ad aspettarla. Quattro occhi lucidi furono sufficienti a spiegare il triste epilogo. Nella stanza chiusa Carla, il padre, l'ematologa e due infermieri. Vittoria si strinse alle amiche e aspettò in silenzio.
CONTINUA
- alla fine niente di rilevante, purtroppo, ha confermato quello che sapevamo già, famiglia umile, gente a posto. E che Tiziano era asmatico o forse allergico. Tu piuttosto, da quanto non fai un sonno tranquillo? hai gli occhi pesti e le borse alla zuava!
- Sei gentile a farmelo notare, ho messo un quintale di correttore e sembro ancora un panda!
- Dovresti riposare un po', prenderti qualche giorno di permesso, staccare la spina.
Vittoria annuì pensierosa, di colpo la mente si proiettò nel passato, un'immagine confusa le si parò davanti agli occhi, un gatto con una chiazza grigia su un'orecchio, in sottofondo un sibilo, un urlo strozzato che la fece trasalire. Emma assitette alla scena e rimase colpita. Di lì a poco si congedò per rientrare al lavoro. Più tardi ne avrebbe parlato con Beatrice e Carla.
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Rimasta sola in ufficio Vittoria mise da parte i pensieri e si impegnò sulla pratica che le dava filo da torcere. Emma dopo il lavoro raggiunse Carla all'ospedale, quando Bea le andò incontro poche parole veloci riassunsero la giornata.
- Volevo dirti che Vic ha saputo da Sabrina che ti vedi con Adriano, è un po' offesa con te e incazzata con lui, e non sa ancora dell'indagine e di tutto l'ambaradan dell'esumazione, ti dico subito che non voglio esserci quando lo scoprirà. Intesi?
- lo sapevo che quella serpe non avrebbe perso tempo.
- Non è il momento nè il luogo, ne parliamo più tardi. Dimmi come sta Paola?
- Male, i medici hanno detto a Carla e a suo padre di mettere a posto le cose e di prepararsi.
- Così in fretta?
- si è aggravata dopo pranzo, crisi respiratoria, crollo delle piastrine, un macello.
Scambiarono sguardi carichi di tristezza.
- Dobbiamo chiamare Vittoria.
- Senz'altro.
- Ci pensi tu?
Disse Emma supplichevole, spalancando i suoi occhi rotondi.
- Sì, Pollyanna, la chiamo io.
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Vittoria si attardò in ufficio per evadere le pratiche sospese. Aspettava una chiamata di Carla e quel silenzio le diede una brutta sensazione. Era passata da poco l'ora di cena, quando si accorse di avere il cellulare scarico. Frugò nei cassetti della scrivania della collega, trovò un carica batterie compatibile col suo telefono e inserì lo spinottto. Sul display apparve una bustina. Nei messaggi vocali la voce di Bea le chiedeva di richiamare. Diverse volte. Il tono dell'amica tradiva un'insolita urgenza; richiamò senza esito, provò gli altri cellulari, nessuno raggiungibile, salì in macchina senza cappotto e volò all'ospedale angosciata da un brutto presentimento. Quando arrivò in reparto trovò Emma e Beatrice ad aspettarla. Quattro occhi lucidi furono sufficienti a spiegare il triste epilogo. Nella stanza chiusa Carla, il padre, l'ematologa e due infermieri. Vittoria si strinse alle amiche e aspettò in silenzio.
CONTINUA
martedì 23 novembre 2010
Sara Schiralli - Roll the dice
è il jingle dello spot "Rex electrolux" ed è bellissima
versione unplugged
[cinema] Possession
Un altro remake di uno dei mille horror orientali che hanno invaso il mercato cinematografico degli ultimi anni. Praticamente il rapporto è 1:1 ogni volta che ne esce uno gli americani si adoperano per produrne una versione per il loro mercato. Questo ha una storia particolare, lei (la solita Sarah Michelle Gellar, SuperBuffy de noantri) è felicemente sposata con un tizio che chiameremo il fratello buono, insieme formano la coppia dell'anno tutta baci e sorrisi, vivono con il consanguineo di lui, sporco, cattivo e violento con le insolite fattezze di Lee Pace (protagonista del dolcissimo serial ormai defunto Pushing daises) la mogliettina è spaventata dal cognato invadente e manifesta un po' di malcontento al povero consorte che decide di prendere provvedimenti e cercargli un'altra sistemazione, quando i due si incontrano/scontrano in un frontale che li manda entrambi in coma, a causa di un maleficio soprannaturale (poteva mancare?) dei due si sveglia il fratello cattivo, che però è convinto d'essere quello buono, ergo sposato con la gentil donzella...vi ho incuriosito un po'? cercatelo, è reperibile in rete. Non è un filmone però qualche salto sulla sedia l'ho fatto.
E con questo credo di aver completato la filmografia di Mrs Gellar (ops, no, mi manca Scooby -doo ma credo che possa andare bene così!)
[principio di conservazione] Scelte di pancia
lunedì 22 novembre 2010
[la storia del mondo] nepotismo, raccomandazioni e altre amenità
Non c'è da scandalizzarsi: così gira il mondo, bellezza!
So di dire un'ovvietà ma non mi indigna di meno, oggi ho avuto la riprova che in tempi di precariato, crisi reali o presunte, dove la concorrenza sleale fa da padrona, non importa quanto ti danni per prendere un lavoro*, se sei di bella presenza, e un conoscente con un potere minimo ti raccomanda, non importa se non infili un congiuntivo nemmeno per scommessa, o non riesci a fare una O col bicchiere, c'è una probabilità altissima di riuscire dove i più falliscono.
Disgustorama
* selezioni, progetti, pianifichi, elabori strategie, contatti tutti gli addetti, proponi, illustri, fai un'offerta
So di dire un'ovvietà ma non mi indigna di meno, oggi ho avuto la riprova che in tempi di precariato, crisi reali o presunte, dove la concorrenza sleale fa da padrona, non importa quanto ti danni per prendere un lavoro*, se sei di bella presenza, e un conoscente con un potere minimo ti raccomanda, non importa se non infili un congiuntivo nemmeno per scommessa, o non riesci a fare una O col bicchiere, c'è una probabilità altissima di riuscire dove i più falliscono.
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